Si attende la rimozione dello yacht affondato a Capo Ferro.
Si attende ora l’intervento della ditta incaricata per la rimozione dell’Angiola II, lo yacht di circa 30 metri affondato nella serata di martedì nelle acque della Costa Smeralda, davanti a Capo Ferro. L’imbarcazione, un Amer F100 del valore superiore agli 8 milioni di euro, era stata consegnata appena quattro giorni prima.
A bordo si trovavano 14 persone, tra equipaggio e ospiti. Secondo le prime ricostruzioni, un principio di incendio sviluppatosi nella zona del motore sarebbe stato rapidamente domato. Le persone presenti sono state trasferite su un’altra imbarcazione e condotte a Poltu Quatu. Nessuno è rimasto ferito. Sul posto è intervenuta la Guardia Costiera di La Maddalena, mentre attorno allo yacht, rimasto semisommerso, sono state posizionate panne per contenere eventuali sostanze inquinanti. Al momento non risultano fuoriuscite di carburante.
Gli accertamenti proseguono per chiarire le cause dell’affondamento. L’episodio riporta alla memoria altri naufragi di grandi yacht in Gallura, tra cui quello dell’Atina, affondato nel 2024 dopo un incendio, e quello del Nadine, naufragato nel 1996 al largo di Cala di Volpe con 19 persone a bordo, tra cui Jordan Belfort.
