Quando un lavoratore dipendente del settore pubblico o privato ha la necessità di assentarsi dal proprio luogo di lavoro, può farlo chiedendo un permesso di lavoro o un congedo. Esiste poi un altro strumento di astensione di cui il dipendente può usufruire per periodi più prolungati, che prende il nome di aspettativa dal lavoro. Si tratta di un periodo di assenza non retribuita che è possibile richiedere per motivi personali o professionali. L’ottenimento dell’aspettativa dal lavoro consente quindi al lavoratore di sospendere temporaneamente l’attività lavorativa senza percepire stipendio, ma mantenendo il diritto al reintegro, quindi senza incorrere in sanzioni disciplinari o nel licenziamento.
Perché richiedere l’aspettativa dal lavoro
L’aspettativa dal lavoro è un diritto che viene concesso ai lavoratori e può essere richiesta per cause professionali o personali. Nel primo caso, può riguardare motivi di studio, aggiornamento e formazione, compresa l’ammissione a un dottorato, ma anche essere necessaria per intraprendere un nuovo percorso lavorativo o sviluppare un’attività imprenditoriale parallela al proprio impiego. L’aspettativa dal lavoro può anche essere concessa per svolgere il mandato a seguito dell’assunzione di cariche pubbliche elettive o per prendere parte ad attività di volontariato, soccorso e assistenza. Tra le cause personali ci sono invece l’assistenza a familiari disabili (Legge 104), ma anche cause meno gravi come la nascita di un nipotino o la ristrutturazione della propria casa. In questo caso, oltre a non percepire retribuzione, il lavoratore non beneficia neppure degli scatti d’anzianità, non versa i contributi previdenziali e non matura ferie.
Come richiedere l’aspettativa dal lavoro
Per ottenere l’aspettativa dal lavoro è necessario inviare una richiesta formale al proprio datore di lavoro o Azienda, tramite lettera o e-mail. Bisogna specificare la motivazione dell’aspettativa e la durata richiesta (data di inizio e fine) e, quando richiesto, allegare la relativa documentazione necessaria a provare l’effettiva esigenza di un periodo di stop dal lavoro (ad esempio, un’offerta di lavoro temporanea in un altro ambito o la situazione sanitaria del familiare da assistere). Mentre nel settore privato il datore di lavoro ha facoltà di accettare o rifiutare (in caso di richiesta negata, l’Azienda è tenuta a specificare quali sono le motivazioni del diniego e il dipendente ha la facoltà di impugnare il diniego di fronte a un giudice), in quello pubblico la concessione deve rispettare i limiti normativi e non deve compromettere l’operatività aziendale, né e in concorrenza con l’Azienda di appartenenza.
La durata dell’aspettativa dal lavoro
Per i dipendenti del settore pubblico, la durata massima dell’aspettativa dal lavoro è di 12 mesi, prorogabili a discrezione dell’amministrazione e usufruibili in un’unica soluzione o frazionabili in più parti. In quello privato invece la durata è stabilita dal CCNL o dall’accordo tra lavoratore e datore di lavoro. Alla fine del periodo di aspettativa, il lavoratore ha diritto a riprendere la propria posizione lavorativa.
Aspettativa dal lavoro retribuita
Esistono infine casi in cui un lavoratore può richiedere l’aspettativa dal lavoro retribuita, quindi continuando a ricevere una retribuzione, che viene però concessa solo in determinati casi previsti dalla legge o dai contratti collettivi. Tra questi, ci sono motivi di studio o formazione professionale correlati all’attività lavorativa, mandati politici o sindacali e aspettativa per malattia o cure specifiche.




