L’incontro su memoria e identità sarda a Monti.
Una serata dedicata alla letteratura, alla memoria e alle radici culturali della Sardegna ha inaugurato venerdì 9 ottobre, a Monti, la nuova edizione dell’Ottobre Letterario. La Casa del Miele ha accolto un pubblico numeroso per la presentazione di Racconti sparsi. La cura americana e altre storie, prima raccolta di racconti di Marco Agostino Amucano, pubblicata da Paolo Sorba Editore. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Culturale Erèntzia, si è trasformata in un’occasione di confronto che ha superato i confini della presentazione editoriale, portando al centro del dibattito le trasformazioni dell’Isola, il valore delle testimonianze personali e il legame tra passato e presente.
Il percorso che ha portato a rielaborare le storie.
Archeologo, dottore di ricerca in archeologia medievale e insegnante, Amucano ha illustrato il percorso che lo ha condotto a raccogliere e rielaborare storie nate in momenti diversi della propria vita. Il volume comprende 13 racconti legati soprattutto alla Gallura, ai suoi paesaggi e alla memoria delle comunità locali. “Ho voluto raccontare la Sardegna“, ha spiegato l’autore, sottolineando la volontà di andare oltre la semplice raccolta di ricordi per proporre uno sguardo personale su luoghi, persone e vicende che hanno contribuito a definire l’identità dell’Isola. Tra i passaggi più significativi dell’incontro, il ricordo dei soggiorni trascorsi durante l’infanzia a Calangianus, dove viveva la nonna. Un’esperienza familiare diventata, attraverso la scrittura, un’occasione per riflettere sul significato del viaggio, sul tempo che passa e sulla capacità dei ricordi di assumere nuovi significati con il trascorrere degli anni.
Nel dialogo con la professoressa Piera Anna Mutzu, che ha accompagnato la presentazione, sono stati affrontati diversi temi, dalla scrittura come strumento di conoscenza personale all’importanza dell’archeologia per ricostruire il passato, fino alla necessità di preservare e trasmettere il patrimonio storico e culturale sardo. Per Amucano, scrivere significa anche tornare sulle esperienze vissute, comprenderle con una consapevolezza diversa e riconoscere il valore delle proprie radici. La memoria non è quindi soltanto un archivio di fatti e immagini, ma un processo dinamico che contribuisce a cambiare il modo in cui ciascuno interpreta la propria storia.
Dalla letteratura alla storia della Sardegna.
Il confronto ha approfondito anche il rapporto tra identità e conoscenza storica, soffermandosi sul ruolo della cultura nella costruzione del senso di appartenenza. In questo contesto è stato richiamato l’esempio di Nuoro, città dalla forte tradizione intellettuale, legata a figure come Salvatore Satta, autore de Il giorno del giudizio, e Grazia Deledda, Premio Nobel per la Letteratura. Un riferimento che ha aperto una riflessione sull’importanza degli intellettuali nella società e sulla necessità di sostenere spazi culturali indipendenti, capaci di favorire il dialogo e la partecipazione della comunità.
Ampio spazio è stato riservato anche alla vicenda delle Vecchie saline di Olbia, legata alle imposizioni del potere feudale sugli abitanti dell’antica Terranova. Attraverso il racconto delle restrizioni, delle proteste e delle rivendicazioni della popolazione, è riemerso un capitolo della storia locale nel quale si intrecciano dinamiche economiche, conflitti sociali e questioni territoriali. Anche in questo caso, il collegamento con la memoria familiare dell’autore ha permesso di mostrare come una vicenda personale possa diventare il punto di partenza per riscoprire avvenimenti più ampi e comprendere meglio il passato delle comunità sarde.
Le domande e gli interventi del pubblico hanno ulteriormente arricchito la serata, alimentando un dibattito che ha attraversato la storia dell’Isola e i cambiamenti vissuti dai territori. La partecipazione registrata ha confermato l’interesse verso iniziative capaci di unire approfondimento storico, letteratura e riflessione sull’identità locale. Per l’Associazione Culturale Erèntzia, l’appuntamento rappresenta un risultato significativo nel percorso di promozione culturale e valorizzazione del patrimonio sardo. La Casa del Miele si conferma così un luogo di incontro nel quale i libri diventano strumenti per condividere esperienze, interrogarsi sul passato e sviluppare nuove occasioni di confronto.
