La dura battaglia per la riapertura degli asili e dei servizi per l’infanzia in Sardegna

La riapertura degli asili e dei servizi per l’infanzia.

Gli Assessorati Pubblica Istruzione Igiene Sanità e Assistenza Sociale, hanno affrontato insieme le ripetute sollecitazioni loro pervenute dal variegato mondo delle Cooperative sociali e delle imprese sociali, che si occupano di servizi per l’infanzia, programmando fra il 4 ed il 9 giugno due incontri in plenaria fra dirigenti regionali e sigle del settore.

Molte le problematiche sul tappeto, da quelle degli asili nido comunali, gestiti in regime di convenzione dalle cooperative sociali, alle scuole paritarie private e ai servizi educativi per i bambini da zero a sei anni, realtà tutte seriamente danneggiate dall’emergenza Covid-19. Il primo tavolo (4 giugno) molto partecipato, caratterizzato da un taglio “politico” ha visto confrontarsi l’assessore regionale della Pubblica Istruzione, Andrea Biancareddu, dirigenti dell’assessorato regionale della Sanità, il presidente dell’ANCI Sardegna, AGCI Sardegna, AGCI Solidarietà, Alleanza Cooperative Donne, LegaCoop sociali, Federsolidarietà Confcooperative, Foe Sardegna, CDO Opere Sociali, Comitato Presidio Scuole dell’Infanzia paritarie, Assonidi, Fism Sardegna, Ciofs Scuola, Cnos scuola, e altre sigle minori comprese alcune singole realtà. Molti i temi messi sul tavolo dai rappresentanti del settore che hanno illustrato i problemi e le difficoltà, legate soprattutto all’incertezza di come poter affrontare in sicurezza la ripresa dei servizi educativi per i bambini.

A rompere il ghiaccio Sergio Cardia, presidente AGCI Sardegna, con un intervento focalizzato sull’esigenza di porre i gestori in condizione di riaprire quei servizi, fondamentali per le famiglie, le giovani coppie e, naturalmente, i bambini. Non secondario il problema degli operatori, educatrici, animatori, cuoche e personale ausiliario, forzatamente fermi da fine febbraio, molti dei quali non hanno ancora percepito alcuna forma di integrazione salariale o sostegno al reddito. AGCI ha anche consegnato al tavolo della presidenza una bozza di protocollo elaborata partendo da quelle già in essere in altre regioni (Veneto, Emilia Trentino).

Altri interventi autorevoli, per dovizia di dati e di contenuti, quelli di Paola Appeddu (Sassari) FOE CDO e di Marinella Salaris (Cagliari) CDO Opere sociali che hanno posto l’accento sull’importanza e il ruolo delle scuole paritarie. Il movimento cooperativo, oltre che con Cardia per AGCI, si è espresso con le altre due sigle della Alleanza delle Cooperative: Antonello Pili, Confcooperative e Andrea Pianu, Legacoop Sociali, con accenti sulla ripartizione delle risorse – sulla carta ingenti – però ancora non disponili, se non virtualmente. Per i Comuni della Sardegna sono intervenuti Emiliano Deiana, presidente ANCI, Valeria Romagna per il Comune di Nuoro e la “nostra” Sabrina Serra per il Comune di Olbia. Entrambe hanno chiesto rassicurazioni sui tempi di apertura di Centri estivi, nell’immediato; asili e scuole, in tempi brevi. L’ultima ad intervenire è stata Rosina Niola (Olbia e Gallura), rappresentante del direttivo nazionale di AGCI e ACI Donne, chiedendo che la Giunta, avvalendosi sia dello Statuto speciale che della situazione di emergenza, abbia il coraggio di emanare nuove linee guida modificando i parametri utenza/operatori per rendere sostenibile la gestione dei servizi.

Andrea Biancareddu ha ascoltato con attenzione le preoccupazioni e le proposte pervenute e in attesa delle linee guida del Ministro e del Governo ha aggiornato, i lavori alla data del 9 giugno. “Il problema è molto sentito – ha detto Biancareddu – e va il mio ringraziamento ad un settore che aiuta la nostra infanzia e supplisce anche a molte carenze che il pubblico non ce riesce a fare. E’ stato un confronto corretto, propositivo dove ognuno dei partecipanti ha dato il suo contributo. Bisogna anche riaprire i centri estivi perché i nostri bambini sono stati tre mesi relegati in casa e non vedono l’ora di poter giocare. Ma devono farlo in totale sicurezza. Nel tavolo – ha detto ancora Biancareddu si è discusso di come potersi attrezzare per le riaperture. Siamo in attesa delle linee guida e direttive chiare da parte del Ministro e del Governo perché noi ci dobbiamo adeguare oppure possiamo modificarle o anche contestarle. Però se ce le comunicano all’ultimo momento viene male sia a noi che siamo un Ente Pubblico, sia alle organizzazioni e alle associazioni private potersi adeguare e adottare le opportune strategie”.

Il secondo incontro, caratterizzato da un taglio più “tecnico”, si è svolto ieri, martedì 9 giugno, sempre a Cagliari in via Roma 253, con al tavolo della presidenza i vertici delle strutture regionali, rappresentati da entrambi i Capo Ufficio di Gabinetto degli Assessorati alla Sanità e Pubblica Istruzione, da Francesca Piras, Capo Direzione generale delle politiche sociali, e dall’ingegner Giorgio Cicalò, Direzione generale della pubblica istruzione.

In platea gli stessi interlocutori – in termini di sigle e portavoce – dell’incontro precedente.
Nel dibattito, oltre a ribadire alcune delle rivendicazioni precedenti: urgenza riapertura centri estivi, urgenza ripartizione risorse disponibili e possibile implementazione delle stesse, certezza di linee guida chiare ed applicabili, sono stati affrontati alcuni argomenti di dettaglio, quali i contenuti delle autocertificazioni e dei progetti da presentare ai Comuni e agli SUAP per attivare i servizi, in caso di sblocco in settimana. Utili puntualizzazioni in merito sono state fornite da Daniela Sitzia, vicedirettore ANCI Sardegna.

Al termine del confronto i due dirigenti – Piras e Cicalò – hanno sintetizzato così: “Abbiamo raccolto le vostre istanze e ne faremo materia, tenendo conto delle normative nazionali e regionali vigenti, di un testo da portare in delibera nella giunta regionale prevista domani (oggi per chi legge)”. Gli operatori, abbastanza insoddisfatti per i continui rinvii, peraltro inevitabili considerata la mancanza di direttive certe dal Governo nazionale, e l’assenza di risposte chiare e celeri, hanno però registrato l’assicurazione dei dirigenti che la richiesta di uno o più tavoli permanenti di confronto, anche in vista della riapertura delle scuole a settembre, sarà esaudita.

L’epilogo vede una laconica comunicazione ai Comuni sardi di poche ore fa che, testuale recita in epigrafe:
“….Pertanto, la DGR n. 26/28 del 21 maggio 2020 recante <DPCM 26 aprile 2020, art. 8. Riattivazione delleattività dei centri di cui all’art. 18 del D.P. Reg. 22 luglio 2008, n. 4. Indicazioni operative> in difetto degli attinormativi citati, di livello statale e regionale, non può evidentemente trovare ancora applicazione neiconfronti dei nidi di infanzia (fascia 0-3 anni). Dal che ne deriva che tali strutture non possono ancora essere riaperte nel territorio regionale. Si rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento”. Ovvero, siamo ancora in alto mare, bambini, famiglie, aziende e operatori dovete aspettare e sperare.

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