Di chi sono le colpe del caro traghetti e il nostro diritto alla mobilità negato

Il diritto alla mobilità non può essere negato.

Il diritto alla mobilità non può essere negato a nessuno, tantomeno a chi, come noi, vive in un isola. Sta diventando quasi impossibile uscire dalla nostra terra senza dover subire il costante e continuo aumento del caro traghetti, grazie ad una scelta azzardata, quella fatta dal Governo regionale nei tempi che furono, quando decise con assurda e spudorata convinzione che regalare la compagnia di navigazione sarda al signor Onorato fosse la scelta giusta, seppur cosciente di dare adito ad un inevitabile monopolio del mare.

A subire tale abuso non siamo solo noi sardi in prima persona, ma anche i così detti continentali che vorrebbero venire in vacanza nella nostra magica terra. Ma purtroppo per i costi ormai alle stelle, gran parte di questi rinuncia ad essere nostro ospite, dirottando su altre mete. Mete non così ambite, ma di molto più facile acceso a livello di trasporti, quello che dovrebbe essere come naturale che sia il nostro reddito.

A causa di tutto ciò, le stagioni estive si vedono drasticamente ridotte, causando con malinconica evidenza una crisi molto profonda e persistente da anni, in tutti settori. Il fatto che sia tutto legato a quello che in Sardegna è turismo non sono favole, ma una realtà che piano piano sta avanzando sempre di più. Da sardo dico sono orgoglioso di vivere in quest’isola, ma vederla spegnere lentamente con inesorabile regresso mi fa piangere il cuore.

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