Il mio ricordo di Gianni Iervolino

Il ricordo dell’imprenditore di Olbia.

Per la prima volta il silenzio lo cerchiamo, non è dovuto ad un guasto tecnico o alla fatidica interruzione elettrica. Questa volta il silenzio lo cerchiamo e lo chiediamo anche se lui il silenzio non lo amava, ammenochè non fosse quello del mare. È stato un faro nella notte per molte famiglie che grazie al suo genio, alla sua intraprendenza e alla sua volontà ferrea, hanno potuto vivere serenamente, allevare i propri figli, mandarli a scuola, spesso nelle migliori scuole.

Lavorava ogni giorno, c’era sempre qualcosa da fare. A volte girava con attrezzi in mano perché secondo lui quella particolare macchina poteva fare altro oltre che impacchettare carta o pannolini. Un genio, capace di elaborare idee sempre innovative, fondamentali per cambiare le sorti di un mercato, determinanti per il successo di altre mille aziende. Ha inventato lui il noleggio della biancheria, che ancora oggi lo fa ricordare come imprenditore di riferimento per tante aziende non solo italiane. La sorte aiuta gli audaci e lui è stato audace. Ha iniziato dal nulla, con l’intraprendenza di chi sa di avere dei numeri e vuole giocarli. Una mano abile nel disegno, ha iniziato con disegni sul lungo Senna in Francia, per poi disegnare un ponte in legno, talmente perfetto che ancora oggi affronta le tempeste della vita.

Il pallino degli affari, forse lo ha sempre avuto: le lavanderie di Karim Aga Kan diventano il suo fiore all’occhiello. Un vero esercito di dipendenti per soddisfare le esigenze di alberghi, ospedali o caserme. Occorre diversificare, nasce così l’intuizione che poi diventa il suo grande amore: la cittadella dell’informazione, ovvero la tv e la radio. Un percorso complicato. Oggi la tv è un ricordo, e dopo avere dato la possibilità concreta a tanti di imparare un mestiere, di assimilare una professione, di fregiarsi del titolo, si è ritrovato solo a leccare le ferite, che non erano più solo ferite, ma squarci dell’anima. La radio è riuscita a sopravvivere, dimostrandogli di avere imparato la lezione: davanti alle difficoltà non si rivendica, si agisce.

La radio ha vissuto 6 anni in più rispetto alla televisione, diventando un suo orgoglio. Durante la festa per i 40 anni, nonostante alcuni abbiano pensato di ferire attribuendo ad altri i meriti, lui stesso ha raccontato aneddoti capaci di svelare molte verità. L’imprenditore che ha trasformato una radio in azienda è stato lui, l’uomo che ha investito enormi capitali è stato lui, l’editore che ha aiutato tanti ad avere una dimensione professionale è stato lui, l’amministratore che ha cercato di risolvere i guai procurati da altri è stato lui. Con me ha sempre avuto un rapporto lineare, sereno, di confronto onesto e anche quando la vita ci ha messo l’uno contro l’altro, siamo riusciti a ricomporre il nostro puzzle, perchè le persone linde si riconoscono anche quando il mondo cerca di sporcarle. Lo ricorderemo così e per tutti noi di Radio Internazionale Costa Smeralda, ci sarà sempre.

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