Sassari-Olbia, imprese non pagate: “Non ci hanno ascoltato”. Lunedì protesta contro il ministro Delrio

La denuncia della Consulta dei costruttori.

“A distanza di circa tre settimane dalla denuncia, formalizzata dalla Consulta delle Costruzioni della Provincia di Sassari, sui mancati pagamenti delle imprese sarde che hanno concorso alla realizzazione della nuova strada Sassari–Olbia, Confindustria segnala, con estremo rammarico, che nessuna risposta istituzionale diretta è pervenuta alla nostra Organizzazione”. È la denuncia che arriva dalle imprese che hanno lavorato nel cantiere della Sassari-Olbia per voce della Consulta delle Costruzioni della Provincia di Sassari.

“Su tale problematica, le uniche notizie sono state quelle apprese indirettamente dalla Stampa, relative ad uno scambio di dati ed informazioni, a livello regionale, fra l’Assessorato ai Lavori Pubblici e la Direzione dell’ANAS – continuano i rappresentanti della Consulta -. All’invito rivolto al presidente Francesco Pigliaru, affinché intervenisse sulla problematica, infatti, non ha fatto seguito nessun riscontro positivo e concreto per tali imprese, quasi a denotare assoluta indifferenza alla loro situazione, benché si siano rese protagoniste della realizzazione della tanto attesa opera, che il 31 luglio il Ministro delle Infrastrutture ed il Presidente dell’ANAS inaugureranno (per la terza volta)”.

Una richiesta di intervento, pertanto, rimasta inascoltata, su cui le citate imprese avevano riposto molte aspettative per vedere sbloccati i loro crediti, rimasti “incagliati nelle secche” burocratiche dell’ANAS ed in vicende giudiziarie, che hanno investito le diverse committenti, a danno, soprattutto, delle imprese locali.

Le preoccupazioni, però, non riguardano solo il presente, dicono, ma anche il futuro. Nella conferenza stampa dell’11 luglio scorso, infatti, la Consulta aveva denunciato, con estrema preoccupazione, “la nuova politica che l’ANAS sta attuando nella gestione degli appalti di lavori per la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete viaria che, a partire proprio dalla Sardegna, ha richiamato le attenzioni anche del Ministero delle Infrastrutture, costretto a chiedere un intervento risolutivo all’Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC)”.

Tale politica consiste nell’accorpamento di tutti i lavori di manutenzione in un unico “appalto quadro”, dagli importi inaccessibili alle piccole e medie imprese, ma solo a pochi grandi operatori. “L’ANAS, infatti – denunciano -, sta attuando un inaccettabile restringimento della concorrenza, in pieno contrasto con il quadro normativo europeo e nazionale, condannando l’imprenditoria locale ad operare in regime di subappalto, con le conseguenze già vissute nei lavori per il “mancato G8” a La Maddalena e che, ora, si sono riproposte anche lungo il cantiere della Sassari–Olbia. Le gestione delle problematiche sopra esposte non possono essere demandate solo alle associazioni di categoria”.

Da qui l’appello: “È assolutamente necessario, pertanto, che tutte le componenti politiche ed istituzionali che rappresentano gli interessi della Sardegna si attivino, per quanto di loro competenza, per intervenire su tale questione, al fine di garantire un quadro concorrenziale che non precluda definitivamente alle piccole e medie imprese, come quelle locali, la possibilità di partecipare a tali gare di appalto”.

Per queste ragioni, la Consulta delle Costruzioni della Provincia di Sassari, non esclude di attivare iniziative di protesta, volte a richiamare l’attenzione sulle menzionate problematiche. In occasione dell’inaugurazione del lotto 9, in programma il prossimo 31 luglio, pertanto, la Consulta sarà presente ad Olbia, per manifestare al Ministro delle Infrastrutture ed al presidente dell’ANAS le difficoltà e il disappunto delle imprese sarde, vittime dei lavori di realizzazione di una strada che sta portando alla loro chiusura.

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