Cane incatenato si libera e uccide un cagnolino: doppia tragedia a Olbia

cane olbia

Un cane è stato salvato dai maltrattamenti a Olbia, ma non è aggressivo.

Un cane a Olbia si è liberato dalle catene e nella fuga ha aggredito un altro cane, uccidendolo. L’animale è stato portato al rifugio dalle guardie Ages e qui ha trovato la libertà. Una storia di abuso raccontata dall’associazione Lida di Olbia, che ha accolto l’animale nel rifugio “I Fratelli minori” e ha dato a lui un nuovo nome e una nuove vita. L’associazione ha denunciato che Lupo, così si chiama ora il pastore tedesco, è stato trovato con un pezzo di ferro al collo.

La Lida ha espresso solidarietà alla donna che ha perso il suo cagnolino ed è rimasta ferita nel tentativo di difesa, durante la fuga disperata del cane che ha agito per paura. Infatti ora, dopo l’arrivo al rifugio, Lupo si è mostrato estremamente dolce con le persone. Da quanto si apprende, l’animale è stato trovato privo di microchip e con segni di maltrattamento.

È una tragedia che ci addolora profondamente e per la quale non ci sono scuse. Eppure dietro quella reazione violenta verso i suoi simili, c’è un cane che con gli esseri umani è di una dolcezza disarmante. Lupo non ha il microchip. Quel pezzo di ferro che trascinava parla per lui, racconta di una vita forse in solitudine, certamente senza quella guida che avrebbe potuto evitare questo disastro. Ora è qui al rifugio. Aspettiamo di vedere se qualcuno lo cercherà, se quel proprietario che lui non tradirebbe mai si farà vivo per assumersi le sue responsabilità. Ma la verità amara è che i cani come lui sono spesso stati traditi molto prima di finire dietro le sbarre di un canile. Lui non sa di aver sbagliato, sa solo che il suo mondo è cambiato di colpo. Noi siamo qui per lui, per gestire le conseguenze di un passato che non ha scelto e per dargli quella dignità che forse non ha mai avuto. Perché se è vero che un cane non tradisce mai, è altrettanto vero che l’uomo dovrebbe imparare a meritare questa fedeltà”, dichiarano i volontari dell’associazione Lida che hanno accolto Lupo.

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