La doppia faccia del vecchio cimitero di Olbia
Il vecchio cimitero di Olbia si presenta con due facce nettamente diverse, quasi come se indossasse due vestiti: uno quotidiano e uno per la festa. L’ingresso su via Roma, ordinato e ben curato, accoglie chi vi arriva con decoro e rispetto, come se volesse presentarsi nella sua veste migliore, offrendo una sensazione di solennità e di onore per chi riposa al suo interno.
Ma basta spostarsi sul retro, in via De Amicis, per trovarsi di fronte a un quadro completamente diverso. Qui, il camposanto sembra vestire i panni dell’abbandono, con un aspetto trascurato che tradisce l’incuria. Le erbacce, i muri deteriorati e l’aria di trascuratezza sono lontani dal decoro dell’ingresso principale, dando l’impressione che questa parte del cimitero sia stata dimenticata, relegata in un angolo invisibile agli occhi della città. Gli interventi della società che ne gestisce la manutenzione si intensificano nel periodo antecedente la ricorrenza dei defunti, col risultato che i muri esterni vengono verniciati di bianco, le erbacce intorno all’area cimiteriale e nell’antistante parco Spiggia vengono tagliate, l’area ripulita dalla spazzatura e i murales cancellati. Anche le crepe sui muri sono effettivamente sparite.
Il retro, via De Amicis
Nonostante il fatto che l’ingresso di via De Amicis risulti molto frequentato soprattutto nei mesi autunnali, rimane un piccolo ingresso di servizio. La mancanza di parcheggi fa si che la banchina venga occupata moltissime auto. Queste ultime si fermano anche in curva. I visitatori sono così costretti ad occupare la carreggiata stradale creando situazioni di pericolo per se stessi e per le auto che arrivano dalla parte del Palazzo di Giustizia. Si domandano moltissimi visitatori “perché tutto questo spazio intorno non può essere adibito a parcheggio?” I marciapiedi sono inesistenti, tra il manto stradale e la superficie del terreno c’è un infido gradino. La recinzione è costituita da una semplice rete romboidale sorretta da paletti provvisori.
La storia del cimitero
Il cimitero vecchio di Olbia vanta una lunga tradizione storica, risalente a un’epoca in cui la città si adeguò al celebre editto di Saint Cloud. Questo decreto, emanato da Napoleone nel 1804, stabiliva che le tombe dovessero essere collocate fuori dalle mura cittadine per motivi igienico-sanitari. Per questa ragione, le sepolture vennero realizzate nelle cripte della chiesa di San Paolo, poi questo camposanto venne abbandonato e, alla fine dell’Ottocento, venne inaugurato quello di via Roma. Il vecchio camposanto di Olbia riflette dunque una doppia realtà, che rispecchia, in modo emblematico, le contraddizioni della città stessa. È evidente che, per restituire al camposanto il suo giusto decoro, servirebbe un impegno costante e non solo limitato alla ricorrenza del 2 novembre. La città di Olbia merita che ogni suo angolo, soprattutto quelli carichi di significato storico e affettivo, riceva la cura che la comunità richiede e che i defunti meritano.
