Cosa succederebbe se un aereo finisse in mare a Olbia?

L’esercitazione “Squalo 2018”.

Si è tenuta oggi, 30 ottobre, nelle acque antistanti l’isola di Mortorio, un’esercitazione internazionale di soccorso ad aeromobile incidentato in mare.

L’esercitazione denominata “Squalo 2018” è un’esercitazione internazionale Samar, in applicazione degli accordi internazionali tra Francia, Italia e Spagna. All’esercitazione hanno partecipato assetti aero-navali sia nazionali che internazionali, sotto il coordinamento del direttore marittimo del Nord Sardegna, Capitano di vascello Maurizio Trogu.

In particolare, gli assetti navali sono stati assicurati dalla Guardia costiera, dalla Marina Militare Italiana e dalla Guardia di finanza, mentre gli assetti aerei sono stati forniti dalla Francia, oltre a quelli nazionali della Guardia Costiera, dell’Aeronautica Militare, dei Carabinieri, della Polizia di Stato e dagli altri previsti dal locale “Piano di soccorso ad aeromobile incidentato in mare” Erano inoltre presenti osservatori internazionali dalla Francia, dalla Spagna, dalla Croazia, dalla Turchia e dall’Albania.

Durante lo svolgimento dell’esercitazione, presso la Capitaneria di Porto, si è riunito il Centro di Coordinamento dei Soccorsi, presieduto dal Prefetto di Sassari, Giuseppe Marani.

Gli obiettivi principali dell’esercitazione erano provare la validità del “Piano di emergenza per il soccorso ad aeromobile incidentato in mare”, verificare la capacità di collaborazione sul teatro di operazioni tra equipaggi marittimi di Enti/Forze diverse, verificare la sinergia tra le Amministrazioni e gli Enti coinvolti nella gestione della crisi e infineverificare l’interfaccia mare/terra dei soccorsi.

Lo scenario dell’esercitazione.

 

Il volo Airitaly IG1234, decollato dall’aeroporto di Olbia, alle ore 8, con 90 persone a bordo (5 membri di equipaggio e 85 passeggeri di cui 10 bambini), procede in direzione dell’aeroporto di Fiumicino, ove si prevede l’atterraggio alle ore 08 e 55. A causa della perdita di spinta e del successivo spegnimento del motore n° 1, il Comandante dichiara l’emergenza (“Mayday”) per problemi meccanici, la torre di controllo Roma Acc informa la torre di Olbia TWR che attiva lo stato di emergenza dandone comunicazione alla Capitaneria di Olbia sulla linea punto-punto.

Il coordinamento delle operazioni passa, pertanto, immediatamente al 16° Centro secondario marittimo di soccorso di Olbia. La Sala operativa della Capitaneria di porto – Guardia costiera di Olbia fa scattare le operazioni Sar e inizia a pianificare l’impiego coordinato di tutte le risorse aeree e marittime disponibili. I Soggetti chiamati a fornire il loro contributo, oltre ad operare secondo le rispettive procedure operative, iniziano ad eseguire le azioni pre-pianificate.

Le operazioni vengono coordinate in mare, quale On Scene Coordinator, da un’unità navale indicata dall’autorità coordinatrice e si svolgono secondo schemi di ricerca assegnati dalla Sala Operativa, i mezzi aerei, coordinati da un Aerial Coordinator, anch’esso presente in Capitaneria di porto. Durante questa fase vengono recuperati da elicottero, tramite gli aero-soccorritori “abilitati” alcuni superstiti e trasportati presso l’elisuperficie occasionale allestita in porto e presso le altre strutture sanitarie con elisuperficie, come l’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, indicate dalle competenti autorità sanitarie. Al fine di rendere il più realistico possibile lo scenario da maxi emergenza sono stati coinvolti dei volontari, appositamente “truccati”, che simuleranno i feriti e che verranno recuperati sia dalle motovedette che dagli elicotteri.

I feriti sono stati poi condotti nel porto di Olbia dove, a cura della Protezione civile, dei Vigili del fuoco e del 118 è stato allestito, con delle speciali tende gonfiabili, un posto medico avanzato presso il quale veniva effettuato il triage al fine di individuare la corretta priorità di trasferimento presso il pronto soccorso dell’ospedale già nel previsto assetto di emergenza.

La “Squalo 2018” è servita a rafforzare i rapporti di collaborazione tra gli Enti, nazionali ed internazionali, che quotidianamente operano a salvaguardia della vita umana in mare, dimostrando l’elevata capacità di interoperabilità tra le varie forze ed evidenziando la capacità di coordinamento che il corpo delle Capitaneria di porto – Guardia costiera esprime nell’assolvimento del suo principale compito d’istituto.

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