UN ANNO DI PANDEMIA – I racconti – Mirko Contu. “L’impegno della Croce Rossa”

La Croce Rossa di Olbia durante la pandemia.

Con l’inizio della pandemia, la Croce Rossa di Olbia ha intensificato la sua attività a sostegno della popolazione colpita dalla pandemia. “A marzo, con l’inizio del lockdown, abbiamo aperto un magazzino in via Imperia per la donazione dei beni di prima necessità ai bisognosi e un servizio per l’acquisto dei farmaci anche per chi in quarantena non poteva uscire – raconta Mirko Contu, vicepresidente della Croce Rossa di Olbia -. Abbiano anche, con l’ausilio di infermieri della nostra associazione, aiutato tutte quelle persone che non si sono potute recare all’ospedale a causa dell’emergenza”.

Sono tanti i servizi svolti dalla Croce Rossa cittadina, come quello di rilevazione della temperatura al porto o il pronto intervento del 118. “Il volontariato viene svolto ogni giorno, con turni dalle 8 alle 16, mentre nel week end operiamo sulle 24 ore – prosegue Contu -. C’è poi il servizio che noi chiamiamo “tempo gentilezza”, dove copriamo un turno dalle 8 -10 in cui forniamo farmaci e beni di prima necessità”. Un aiuto prezioso che durante il lockdown veniva svolto anche il sabato e la domenica.

La Croce Rossa ha toccato con mano il disagio delle molte famiglie di Olbia, che hanno perso il lavoro durante la pandemia da covid. “Spesso hanno perso il lavoro entrambi i coniugi – osserva il vicepresidente -. Erano persone che prima dell’emergenza non avevano nessun problema economico”. A parlare sono i numeri. La Croce Rossa assiste 30 famiglie in difficoltà per i beni primari e grazie ad un fondo della Protezione civile di 200mila euro è riuscita a pagare affitto e bollette a chi non poteva permetterselo. Nell’arco dell’ultimo anno ha svolto oltre 2500 servizi tra farmaci e spese solidali, pronto farmaco e pronto spesa, assistenza infermieristica.

Una delle ultime iniziative è stata quella dell’Emporio Solidale per donare abiti nuovi ai bisognosi. Qui sono stati donati abiti a circa 800 persone (una media di 250 famiglie).Molte aziende di Olbia ci hanno donato abiti, così abbiamo restituito dignità alle persone che non potevano permettersi abiti nuovi. Anche i singoli cittadini sono stati molto solidali. Speriamo di poter rifare presto questa iniziativa”, conclude.

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