Come sarà il 2026 per Gianluca Corda: “Attenzione ai giovani e ai fragili”

L’anno che è stato e che verrà per Gianluca Corda.

C’è un filo che tiene insieme il 2025 di Gianluca Corda: l’attenzione alle persone. Agli affetti più cari, ai giovani, alla comunità. Dirigente del Liceo Scientifico di Olbia “Mossa”, figura stimata nel mondo della scuola ed esponente della politica locale, Corda guarda all’anno che si chiude come a un tempo ricco di insegnamenti, anche duri, ma profondamente umani.

”Ogni anno – racconta – lascia qualcosa, se sappiamo fermarci ad ascoltare. Il 2025 mi ha insegnato, ancora di più, a non dare nulla per scontato e a valorizzare gli affetti che contano davvero: la famiglia, gli amici, le persone che incontriamo lungo il cammino”. È questa la lezione più grande che porta con sé, maturata anche attraverso esperienze forti: il coraggio di un’amica che affronta una grave malattia, la solidarietà silenziosa degli studenti, la risposta generosa della città dopo il furto alla Mensa Vincenziana.

Sul piano professionale, il rientro pieno al Liceo Mossa ha segnato un anno intenso, fatto di lavoro quotidiano, collaborazione con le famiglie e della “gioia – che considero un privilegio – di lavorare con i giovani”, ha dichiarato Gianluca Corda. Un impegno che si intreccia con quello civico: dall’incontro con Papa Francesco durante il Giubileo del mondo educativo, al percorso nella commissione sinodale diocesana, fino all’attività in Consiglio comunale.

Non mancano, però, le ombre. Il 2025 è stato anche un anno segnato da lutti e da un senso di fatica collettiva. ”A scuola – confida – continuo a vivere con sofferenza ogni studente che interrompe il proprio percorso. Dopo ventidue anni non ci si fa l’abitudine”. E da cittadino di Olbia, prima ancora che da consigliere, Corda avverte una distanza crescente tra amministrazione e comunità: ”Decisioni strategiche avrebbero meritato maggiore confronto. Le sfide di una città complessa come Olbia richiedono responsabilità condivisa e una visione comune”.

Guardando al 2026, la speranza è semplice e insieme ambiziosa: più serenità, a partire dagli affetti, e un impegno rinnovato nel proprio ruolo. ”Cercherò di non perdere di vista le priorità, con più gratitudine e meno distrazioni”. A scuola, l’obiettivo resta quello di prendersi cura dei tanti giovani affidati ogni giorno al Liceo Mossa. In Consiglio comunale, la volontà è di onorare fino in fondo la fiducia ricevuta, con coerenza e senso del servizio.

L’augurio per Olbia è chiaro: una città più vivibile, capace di rispondere ai bisogni concreti delle persone – casa, sicurezza, servizi, attenzione ai giovani e ai più fragili – e di avviare un vero percorso di partecipazione dal basso in vista delle prossime scadenze elettorali. ”Un cammino che coinvolga tutti: quartieri, generazioni, associazioni, scuola, cultura, sport, artigianato e impresa. Una visione condivisa che vada oltre le singole leadership”.

E, da tifoso, un desiderio finale più leggero ma sentito: ”Che la squadra di calcio della nostra città trovi finalmente stabilità e un progetto duraturo”. Perché anche lo sport, come la scuola e la politica, è parte dell’identità e della speranza di una comunità.

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