Cosetta Prontu traccia il futuro a Olbia.
Tra i volti più riconoscibili e amati di Olbia, Cosetta Prontu è da anni sinonimo di dedizione instancabile verso gli animali più fragili. Anima del rifugio LIDA – I Fratelli Minori, dove ogni giorno vengono accuditi centinaia di cani e gatti abbandonati, nel 2024 è stata nominata Personaggio dell’anno in Gallura per il suo straordinario impegno.
In questa intervista, Cosetta ripercorre il 2025 tra conquiste, delusioni e uno sguardo deciso verso il futuro.
Cosa porta con sé di questo 2025?
”Il dato che più scalda il cuore è l’aumento delle adozioni. Ogni animale che trova casa è una vittoria collettiva: per il rifugio, per le famiglie, per i bambini che accolgono un nuovo amico a quattro zampe. Ma Cosetta porta con sé soprattutto il senso di comunità cresciuto attorno alla LIDA: la prova concreta che perseveranza e passione possono davvero cambiare le cose. “Con il cuore si arriva ovunque”, non è solo un motto, ma una realtà quotidiana”.
Cosa invece non ha funzionato?
”Le criticità restano profonde. Cosetta non nasconde l’amarezza per la mancanza di sensibilità istituzionale, in particolare da parte della Regione Sardegna. Senza investimenti seri nelle sterilizzazioni, il randagismo continuerà a essere un’emergenza. Un’emergenza che non è solo etica, ma anche sociale e turistica. I canili non possono restare luoghi di accumulo e sofferenza: devono diventare spazi di recupero, dignità e possibilità”.
Con quale obiettivo guardi al 2026?
”Il futuro passa dall’educazione. Tra i sogni più concreti c’è l’avvio di programmi di sensibilizzazione nelle scuole, per insegnare ai bambini il rispetto verso gli animali fin dalla giovane età. Accanto a questo, un progetto ambizioso: la realizzazione di un vero ospedale dei gatti. E poi una battaglia di civiltà: vietare i fuochi d’artificio rumorosi, che ogni anno provocano stress, traumi e morti tra gli animali”.
Un augurio per Olbia nel 2026?
”Che Olbia diventi una città sempre più consapevole e responsabile, capace di prendersi cura degli animali come parte integrante della comunità. Con il supporto delle istituzioni e dei cittadini, la sofferenza nei canili può diventare solo un ricordo. Perché, come ricordava Gandhi, “la civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”.
