Le imbarcazioni abusive a Olbia verranno rimosse.
Lungo la sponda sud del golfo, il Comune di Olbia ha avviato una serie di interventi volti a riqualificare l’area tra l’ex ponte di ferro e i piloni della sopraelevata, con la rimozione delle imbarcazioni ormeggiate, alcune delle quali abusive o in stato di abbandono. Il sindaco ha sottolineato come l’obiettivo sia quello di recuperare un tratto di mare lasciato da decenni in condizioni di disordine, nell’ambito del progetto Iti, finalizzato alla rigenerazione urbana e sociale dei quartieri Sacra Famiglia e Poltu Cuadu.
Il provvedimento, seppur inevitabile, ha suscitato proteste tra cittadini e diportisti, ma l’amministrazione ha chiarito che la scelta non è diretta contro i proprietari delle barche, bensì mira a garantire una gestione equa e sostenibile del golfo, valorizzando l’ambiente e il paesaggio. La rimozione delle imbarcazioni, ha spiegato il sindaco, precede la definizione di un progetto complessivo affidato ad architetti e paesaggisti, che individueranno nuove aree e regole per l’ormeggio, nel rispetto dell’ecosistema marino.
La vicenda dei pontili abusivi, storicamente radicata a Mogadiscio, ha visto negli ultimi anni interventi mirati a incentivare strutture regolari, ma con l’avanzare del progetto Iti il Comune ha chiesto di non rinnovare le concessioni, provocando ricorsi e sgomberi, tra cui quello della Marina della Sacra Famiglia. Secondo il primo cittadino, la rigenerazione del golfo non cancellerà la tradizione marinaresca, ma offrirà una fruizione ordinata, sicura e rispettosa del territorio, garantendo ai cittadini un nuovo rapporto con il mare.




