Incontro a Olbia sulle fragilità delle donne, tra arte e impegno

Incontro a Olbia sulle fragilità delle donne, tra arte e impegno

L’incontro sulla fragilità delle donne a Olbia.

Un incontro tra arte, filosofia e impegno sociale ha animato il Centro Commerciale Terranova di Olbia. Qui si è tenuta la presentazione del libro La caduta dell’osservatore nella pratica della debolezza di Caterina Notte, artista multimediale che esplora temi come fragilità, relazioni umane e libertà. A dialogare con lei, Patrizia Desole, presidente del Centro Antiviolenza Prospettiva Donna, per riflettere su vulnerabilità, resistenza e trasformazione.

Il libro è un viaggio intimo e collettivo. Attraverso le parole di Notte e i contributi di 14 studiosi nazionali e internazionali, esplora il concetto di fragilità legato all’osservazione e alla ri-osservazione infinita. Questo meccanismo imprigiona gli esseri umani, soprattutto le donne, in giudizi e aspettative sociali.

Patrizia Desole ha sottolineato la compatibilità tra l’arte di Notte e il lavoro di Prospettiva Donna. “Nel tuo progetto ‘Predator’ c’è un chiaro riferimento all’annientamento del corpo femminile e alla negazione della libertà. Allo stesso tempo invita a riflettere sul potere della vulnerabilità come spazio di trasformazione”.

Uno dei momenti centrali è stato dedicato alle garze, elemento simbolico del lavoro di Notte.
“Le garze nascono da un ricordo d’infanzia in Molise,” ha spiegato l’artista. “Da bambini venivamo fasciati per sorreggere la colonna vertebrale. Oggi le uso come simbolo di ferite invisibili, dolori profondi che non confessiamo. Quando guardi una bambina garzata, ti chiedi: ‘Quale dolore porta dentro di sé?’”
Le garze rappresentano anche protezione, paura e legami. Sono uno strumento per far emergere ciò che resta nascosto. “Non è facile fasciare donne e bambine,” ha detto Notte, “ma quando ci riesco, il risultato è potente. C’è un cambiamento, una scelta trasformativa”.

Patrizia Desole ha concluso riflettendo sul paradosso della debolezza: “Mostrarsi vulnerabili significa rivelare la parte più autentica di noi stessi, quella che crea empatia e relazione con l’altro.”

Notte ha ribadito l’importanza di una vita autentica: “La consapevolezza del nostro dolore insito come esseri finiti è la vera sfida. Dovremmo fermarci e lasciarci catturare dalla bellezza della nostra fragilità.”

L’incontro si è chiuso con un invito al pubblico: fare della fragilità e della vulnerabilità un punto di forza per trasformare sé stessi e il mondo. “L’arte deve lasciare tracce – ha detto Notte -. Partecipare insieme è molto più interessante e gratificante”.

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