Il nuovo murale abbellisce la città di Olbia.
Un angelo in jeans e maglietta, sospeso tra meditazione e attesa, osserva la città dal muro che fronteggia la Basilica di San Simplicio. È stato inaugurato questa mattina il nuovo murale a Olbia che riqualifica la parete di via D’Annunzio, per decenni spazio anonimo occupato da manifesti pubblicitari e volti elettorali, trasformandola in un luogo di arte, memoria e significato.
Il murale porta la firma dell’artista Laura Batzu, che ha scelto di collocare la figura angelica sull’architrave del tempio romano di Cerere, rinvenuto sotto la basilica e simbolo della stratificazione storica di Olbia. Un richiamo potente alla continuità tra sacro antico e sacro contemporaneo, tra archeologia e vita quotidiana.
L’artista.
”Ho voluto creare un soggetto sacro inserito nel contesto storico della città – ha spiegato Batzu – ma soprattutto un invito all’altruismo, in un periodo segnato da una forte deriva individualista. L’angelo è vestito come noi, perché siamo tutti chiamati a essere angeli inconsapevoli, nelle piccole azioni di ogni giorno”.
Le parole dell’amministrazione.
Un messaggio rivolto in particolare ai giovani, reso ancora più forte dalla scelta di un’iconografia moderna e accessibile. L’angelo, dalla natura volutamente femminile, richiama – nelle parole dell’artista – quella parte amorevole e accogliente presente in ogni essere umano. Il sindaco Settimo Nizzi ha parlato di «un regalo alla città», ringraziando ASPO per il supporto tecnico ed economico e annunciando nuovi interventi di arte urbana nel centro storico. ”Questa non è l’ultima opera – ha dichiarato – abbiamo già individuato un’altra parete importante, perché questa passeggiata nell’arte continuerà”.
Soddisfazione anche da parte della presidente della commissione Cultura Simonetta Padre, che ha sottolineato il valore simbolico dell’opera: ”È uno stimolo a riflettere su come possiamo migliorare la nostra vita e quella degli altri, anche con un semplice gesto o un sorriso”.
Le Don Antonio sul nuovo murale a Olbia.
A offrire una lettura teologica e simbolica è stato il parroco della basilica, don Antonio Tamponi, che ha ricordato come la parola “angelo” derivi dal greco anghelos, messaggero: ”Un angelo in mezzo alla strada è una buona notizia. Non è dormiente, ma in attesa di portare speranza”. Apprezzata anche la scelta cromatica, con colori intensi e luminosi che dialogano con la tradizione artistica e i grandi restauri contemporanei.
L’opera, realizzata in circa 80 ore di lavoro tra una pioggia e l’altra, segna un ulteriore passo nel processo di riqualificazione dell’area, in dialogo con i lavori di restyling della stazione ferroviaria. Un intervento che restituisce dignità a uno spazio urbano e lo trasforma in luogo di incontro, riflessione e bellezza. Dopo la benedizione e la preghiera corale dell’ “Angelo di Dio”, il murale è ora parte del paesaggio cittadino. Un angelo quotidiano, moderno, silenzioso, che invita Olbia a riscoprire la propria anima comunitaria.
