Quanti nomi sconosciuti nelle strade e nelle piazze di Olbia. Ma alcuni hanno fatto la storia – PARTE 2

I nomi delle strade e delle piazze di Olbia.

La Sardegna è una regione di santi, poeti e navigatori. Le strade di Olbia sono la testimonianza di una terra che ha dato i natali a personaggi illustri. Continua, dunque, la ricerca tra i toponimi della città, come è avvenuto nella prima parte. 

Via Petru Alluttu. Petru Alluttu, al secolo Pietro Orecchioni, fu uno scrittore gallurese, autore di poesie e canzoni vissuto nell’Ottocento. Nato a Luogosanto nel 1819 e morto nel 1888 trova ad Olbia una via in suo onore, in località Osseddu. Le sue opere sono state raccolte nel 2004 dall´Accademia della Lingua Gallurese.

Via Maria Carta. La via ubicata in zona S. Nicola è dedicata alla cantautrice di musica tradizionale sarda scomparsa nel 1994. Maria Carta è nata a Siligo nel 1934 e ammodernato il concetto di musica folk sarda. Fu anche attrice cinematografica e poetessa. In qualità di attrice ha collaborato anche con registi importanti come Francis Ford Coppola ne “Il padrino – parte II” e Giuseppe Tornatore ne “il camorrista”. Come scrittrice nel 1875 ha scritto un libro di poesie: Canto Rituale.

Via Casula Antioco Montanaru. Detto il “montanaro”, Giuseppe Antioco Casula è stato uno degli autori più importanti della poesia in lingua sarda logudorese. Nato nel 1878 e morto nel 1957, cominciò la sua carriera artistica collaborando per la “Piccola Rivista”, un periodico letterario di Cagliari fondato e diretto da Ugo Ranieri e nel 1904 pubblicò la sua prima raccolta: “Boghes de Barbagia” (voci di Barbagia). In occasione del suo secondo matrimonio, dedicò una poesia a uno dei suoi figli, intitolata “Ninna nanna de Anton’Istene”, che divenne una delle sue poesie più note. Altre sue opere note sono “Cantigos d’Ennargentu” (cantici di Gennargentu), che fu tradotta in inglese, francese, tedesco e italiano, “Sos cantos de sa solitudine” (i canti della solitudine). La via dedicata al poeta si trova in località Osseddu.

Via Luca Cubeddu. Un altro poeta nelle toponimie olbiesi. Fu Luca Cubeddu, nato a Pattada nel 1748, morto nel 1828, poeta di opere scritte in lingua sarda. Scoprì il suo talento in tenera età e ad undici anni su consiglio di alcuni sacerdoti fu mandato a studiare alle Scuole Pie di Sassari . Cresciuto con una educazione religiosa, fu ordinato sacerdote dal vescovo di Sassari Giuseppe Maria Incisa col nome di Padre Giuanne Pedru nonostante fosse conosciuto da tutti come Padre Luca. Nei primi anni del suo sacerdozio, continuò a scrivere opere e insegnò grammatica latina nelle scuole aperte dagli Scolopi a Sassari, Tempio Pausania, Oristano, Isili e Cagliari, finché la sua vita fu travolta da un’accusa di omicidio per una morte avvenuta nella chiesa dove predicava. Dopo qualche anno di latitanza tornò alla sua vita religiosa. Alcune sue tante opere furono: Su cuccu e sa rondine (Il cucculo e la rondine). Su leone e s’ainu (Il leone e l’asino). Protesta de amore (Protesta d’amore). La via dedicata al poeta si trova in località Osseddu.

Via Niccolò Ferracciu. Dedicata all’avvocato e politico italiano calangianese, Nicolò Ferracciu, vissuto nel 1800. Alcune delle sue gesta furono quelle contro la cessione di Nizza e Savoia alla Francia, l’incarico come vicepresidente della Camera dal 1871 al 1874 e dal 1891 al 1892 durante il Regno d’Italia. La via a lui dedicata di trova nel cuore del centro storico di Olbia, una traversa di via Acquedotto Romano.

Via Giovanni Lupacciolu Professore. Questa strada, collocata affianco a via Bazzoni-Sircana, nei pressi dell’ASSL di Olbia, è dedicata al radiologo Giovanni Lupacciolu. Olbiese, il Professor Lupacciolu visse negli anni ’50 e fu direttore del reparto di Radiologia della Clinica Medica di Roma dopo aver conseguito una brillante carriera universitaria in medicina.

Via Goffredo Mameli. Il famoso scrittore e poeta a cui è dedicata una delle principali vie della città, Goffredo Mameli, aveva origini sarde. Figlio di una nobile famiglia di Lanusei, fu l’autore del Canto degl’Italiani (1847), famoso come Inno di Mameli, adottato un secolo dopo come inno nazionale provvisorio della Repubblica Italiana nel 1946. Mameli fu anche patriota e fu autore dell’esposizione del tricolore per festeggiare la cacciata da Genova degli Austriaci del 1746 e fu arruolato nell’esercito di Giuseppe Garibaldi con il grado di capitano.

Via Sant’ Ignazio da Laconi. Al secolo Vincenzo Peis, nacque a Laconi nel 1701 e fu un frate cappuccino e successivamente santificato dalla Chiesa Cattolica,riconoscendogli di aver svolto una vita caritatevole e compiuto dei miracoli, come la guarigione di una donna che riacquistò l’uso delle gambe. La via a lui dedicata si trova in località Sa Minda Noa.

Via Sebastiano Satta. Tra le vie interne di Via Roma, nei pressi dell’Archivio Mario Cervo, c’è una via dedicata al poeta nuorese vissuto tra la fine del 1800 e l’inizio del secolo scorso. Sebastiano Satta, si laureò in legge a Sassari nel 1894 e lavorò come giornalista presso il quotidiano L’Isola.  A causa di una malattia che gli causò l’impossibilità di parlare, dedicò il resto della sua vita a scrivere poesie. Nonostante la sua breve vita – morì per la stessa malattia a 47 anni – ha composto varie opere note, tra cui: Versi ribelli(1893), Nella terra dei nuraghes (1893), Primo maggio(1896), Ninnananna di Vindice (1900).

Via G. Sotgiu. Uno dei tanti olbiesi tra i toponimi purtroppo poco conosciuti dai più giovani concittadini. Giuseppe Sotgiu, avvocato, giurista e politico italiano, nacque in una famiglia di antifascisti e ne fu influenzato per tutta la sua attività politica e giuridica. Avvocato penalista, dal 1949, nel 1952, Sotgiu si presentò alle prime elezioni della Provincia di Roma del dopoguerra, nelle liste del Partito Comunista, proseguendo anche la sua carriera come avvocato, successivamente interrotta a causa di alcuni scandali. Nel 1970 fu sindaco di Olbia.

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