Olbia ricorda le vittime del Covid, cerimonia al Tempio crematorio

Olbia ricorda le vittime del Covid-19 al Tempio crematorio

Nel giorno dedicato alla Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid-19, il Tempio crematorio di Olbia ha aperto le sue porte alla cittadinanza per un evento di profonda umanità e significato. Organizzato dalla Società per la cremazione di Cagliari APS in collaborazione con Asco (Azienda Servizi Cimiteriali Olbia), l’appuntamento si è trasformato in un’occasione unica per commemorare i propri cari scomparsi durante la pandemia, celebrando la vita attraverso gesti simbolici e momenti di condivisione.

La cerimonia, condotta dalle socie fondatrici di SoCrem Cagliari APS, Lucia Ientile e Federica Bottega, si è svolta nella Sala del Commiato del cimitero di Su Lizzu e negli spazi esterni adiacenti. Sin dall’inizio, i presenti sono stati invitati a scrivere il nome di un proprio congiunto deceduto a causa del Covid su una pergamena. Questa semplice ma potente azione ha dato voce ai ricordi personali.

I nomi dei defunti sono stati poi letti ad alta voce dalle celebranti, in un momento di straordinaria intensità emotiva, accompagnato dalle delicate armonizzazioni sonore di Barbara Magnoni, di Armonie Energetiche. Le note musicali hanno avvolto i presenti, amplificando il senso di comunione e rispetto per chi non è più tra noi.

Tra i testi letti durante la cerimonia, spicca la poesia di Sant’Agostino, “La morte non è niente”, che invita a vedere la morte non come una separazione, ma come una trasformazione. Un pensiero di Cassandra Clare e altre riflessioni hanno arricchito ulteriormente l’evento, rendendolo un momento di riflessione universale sul valore della vita e della memoria.

La responsabile dei cimiteri

“Una cerimonia di commemorazione e ricordo che siamo contenti di poter ospitare nella nostra struttura – ha affermato Caterina Sotgia, responsabile del sistema cimiteriale di Olbia, che si inserisce nelle attività concrete del ‘cimitero gentile’. L’intento è quello di dare corpo agli impegni assunti con l’adesione all’iniziativa ‘Olbia città gentile’ organizzata grazie al lavoro della rete International Kindness Movement di Daniel Lumera ed il Comune di Olbia”. Per l’assessora ai servizi alla persona del Comune di Olbia, Simonetta Lai, l’evento rappresenta un appuntamento di grande importanza: “Si tratta di un’occasione per ricordare i nostri cari scomparsi durante la pandemia e per riflettere sul valore della gentilezza come strumento di cura e solidarietà”.

Uno dei momenti più toccanti della giornata è stato il rito simbolico della “Cabina del Vento”, installata sotto un grande olivo, simbolo di memoria e rinascita. Qui, un telefono è stato messo a disposizione dei partecipanti, permettendo loro di comporre un numero speciale e lasciare un messaggio per i propri cari scomparsi. Questo gesto, carico di emozione e spiritualità, ha creato un legame immaginario tra il presente e il passato, offrendo ai presenti un’opportunità unica per esprimere parole non dette o sentimenti rimasti in sospeso.

Durante la visita, i partecipanti hanno potuto ammirare un nuovo dipinto realizzato dal giovane street artist olbiese Gabriele Loi. Un manto di fiori bianchi, simbolo della vita che si rigenera, caratterizzato da contrasti accesi tra sfumature di blu e lampi di luce, decora ora la camera di cremazione, trasformando uno spazio funzionale in un luogo di profonda bellezza e riflessione.

Il 18 marzo

Il 18 marzo 2020 è stata una data che ha inevitabilmente evocato ricordi dolorosi. Esattamente un anno fa, i camion dell’esercito lasciavano Bergamo, trasportando centinaia di bare con i corpi di coloro che non avevano potuto essere salutati dai propri cari a causa della pandemia. Immagini che hanno segnato indelebilmente la nostra memoria collettiva, simboli di un dolore che ha attraversato l’Italia e il mondo intero.
Riusciremo mai a eliminare quella terribile visione dai nostri ricordi? Forse no, ma eventi come quello organizzato oggi al Tempio Crematorio di Olbia ci ricordano che la memoria può diventare uno strumento di speranza. Ricordare, commemorare e riflettere non significa solo fermarsi sul passato, ma imparare da esso per costruire un futuro migliore, più gentile e solidale.

Condividi l'articolo