Il progetto di rigenerazione urbana a Olbia.
Proseguono con ritmo incessante i lavori di riqualificazione delle aree comprese in quello che diventerà il Parco Mogadiscio, come previste dal progetto “ITI Olbia azione 1, sub-azione1.1”, che è parte del progetto riguardante tutti gli “Interventi di rigenerazione urbana e ambientale e di integrazione della mobilità sostenibile nelle aree interessate dall’ITI”.
Le ruspe sono al lavoro per completare il grande progetto di riqualificazione dell’area abbandonata, che interessa due quartieri : Poltu Cuadu e Sacra Famiglia. Il parco prende forma. In particolare avanza il primo lotto, che interessa in modo particolare l’area immediatamente prospiciente la “peschiera” e l’isola Lepre. Quest’area, che ha conservato una natura selvaggia, è stata spesso utilizzata come discarica, e per questo nel 2021 erano intervenuti un centinaio di volontari per l’operazione “Plastic Free”a ripulire l’area.
La Marina della Sacra Famiglia
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L’info-point e il chiosco bar, previsti in una interessante struttura con copertura a onda, stanno prendendo forma davanti alla Marina della Sacra Famiglia. Anche il parcheggio sotto la strada statale è stato pavimentato con l’impiego di griglie salvaprato, una soluzione che permette di mantenere l’area verde pur garantendo spazi per la sosta delle auto.
Nell’area situata sotto la strada statale, che sarà una delle due zone dedicate alla passeggiata e al riposo, cominciano a prendere forma alcuni elementi di arredo urbano. Tra questi, spiccano le sedute prefabbricate in calcestruzzo che delimitano e organizzano gli spazi, offrendo ai visitatori punti di sosta. Particolare attenzione è stata dedicata alla salvaguardia della vegetazione arborea e arbustiva preesistente, con interventi mirati a potenziare il patrimonio dell’area. Questo progetto si qualifica quindi come un autentico esempio di riqualificazione naturalistica del parco costiero, in cui il rispetto per l’ambiente si sposa con la valorizzazione delle risorse naturali locali, creando un connubio tra natura e infrastrutture urbane.
All’interno dell’area troneggia un robusto ponte in legno, progettato per essere quasi certamente integrato al percorso ciclopedonale interno, offrendo così un passaggio sicuro sopra la zona umida e consentendo di raggiungere il bunker, una struttura militare risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Questo bunker, situato nel quadrante nord della spiaggia Modadiscio, benché non sottoposto a specifici vincoli di interesse storico, riveste comunque un’importanza significativa sia dal punto di vista architettonico che simbolico, testimoniando una parte della storia del territorio.
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L’attività cantieristica è particolarmente evidente anche nell’area antistante l’Isola Lepre, un piccolo isolotto collegato alla terraferma tramite uno stretto istmo di terra largo appena due metri. Negli anni ’50, l’isola ospitava una casa chiusa, di cui oggi rimangono solo i ruderi. Tuttavia, questi saranno presto recuperati e trasformati in una caffetteria e un padiglione didattico, che andranno a valorizzare ulteriormente l’area. Nell’area adiacente via Leon Battista Alberti sono stati posizionati numerosi prefabbricati per le sedute e i lavori impiantistici e infrastrutturali procedono a ritmo serrato, suggerendo che presto la zona sarà illuminata e accogliente, pronta a diventare un punto di ritrovo per incontrarsi e per il relax. Il progetto punta a restituire dignità all’area, eliminando le tracce di degrado e maleducazione che l’avevano caratterizzata in passato.




