Pugilato, Simone Maludrottu il campione di Olbia

La splendida carriera del pugile olbiese Maludrottu.

Simone Maludrottu è l’emblema del sacrificio applicato allo sport: un campione che ha onorato il nome di Olbia in tutto il mondo. “Sono entrato in palestra nel ’92 e ne sono uscito dopo 18 anni”. Il sogno di un bambino. “Quando mia padre guardava gli incontri di pugilato ero estasiato. Mi esaltava l’accappatoio dei pugili, la cintura dopo la vittoria”. La prima esibizione il 3 luglio ’93. “Memorial Giuseppe Pellegrino al Pala Da Tome. Non capivo neanche dove ero”. Ma la qualità c’era già tutta. Un anno dopo campione regionale “primi pugni” a Oliena . I primi passi sulla strada per la gloria. “Nel ’96 divenni campione italiano 3^Serie a Roseto degli Abruzzi”.

L’inevitabile scelta di vita. “Facevo l’apprendista idraulico nella ditta di mio padre. La convocazione in Nazionale ha segnato la svolta”. Dopo il ritiro di preparazione in Umbria il primo torneo internazionale ad Alghero. “Persi con un russo. Ma dopo un mese a Budapest misi ko l’idolo di casa ungherese“. Mondiali a Cuba e poi a San Antonio. Nel ’98 la sfida tra nazionali militari con gli Stati Uniti. “Incredibile incrociare i guantoni con i marines“. Il 2000 è l’anno del professionismo. Il 2003 quello della consacrazione: campione d’Italia dei gallo mettendo ko Salvini a Olbia il 18 settembre. “Il tifo del mio pubblico ce l’ho ancora dentro”.

365 giorni dopo ecco la corona europea sempre al Geovillage contro il francese Patrac “I giorni prima in città si respirava un’aria indescrivibile”. Sacrifici ripagati. “Sono sempre arrivato a ogni match pronto e consapevole della mia forza“. La prima difesa europea ne è l’emblema. “Dopo soli 40 giorni, ancora con i lividi, davanti a 12 mila persone in casa dello spagnolo Lopez a Madrid. Mi davano perdente”. Un successo memorabile. Dopo 9 difese vincenti Maludrottu è lo sfidante ufficiale del campione del mondo WBC, il giapponese Hasegawa. “Arrivammo a Osaka solo 10 giorni prima. A causa del fuso orario non riuscivo a dormire. Il giorno del combattimento alle 4 del mattino mi feci un bagno caldo per rilassarmi”.

Una sconfitta ai punti con tanto amaro in bocca. “Un gancio sinistro alla seconda ripresa gli provocò una ferita profondissima ma l’arbitro non sospese il match”. Umiltà e forza interiore. “Sono cresciuto allenandomi in uno sgabuzzino senza aria per respirare. Non c’era neanche il ring. Ma c’erano gli attributi“. Al suo fianco da sempre il maestro Egidio Pellegrino. “Per me è un padre, un maestro di vita. Mi ha permesso di dare tutto me stesso. E anche di più“.

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