Scopre i ladri nella sua auto e si danno alla fuga, l’appello da Olbia

Porto di Olbia

Una giovane ha scoperto i ladri nella sua auto a Olbia.

Un furto si è consumato nella serata di ieri, intorno alle 20:45, a Olbia, nel parcheggio gratuito situato presso la rotonda per l’imbarco ai traghetti. La vittima, Sara Lancellotti, si è ritrovata derubata di tutti gli effetti personali che aveva riposto nel baule della sua auto. Nonostante gli oggetti fossero accuratamente nascosti, lontano da occhi indiscreti, i ladri sono riusciti a scassinare il veicolo e ad appropriarsi dei beni.

La ragazza ha scoperto il furto proprio mentre stava per rientrare alla sua auto. In quel momento, ha sorpreso tre persone, descritte come presumibilmente di origine indiana o pakistana, intente a portare via i suoi bagagli. Alla vista di Sara, i malviventi sono fuggiti rapidamente a bordo di una Seat Altea grigio chiaro. Particolare significativo per le indagini, l’auto utilizzata dai ladri non aveva la targa e presentava un dettaglio insolito: lo stemma anteriore era stato rimosso, probabilmente per rendere più difficile la sua identificazione.

Le forze dell’ordine sono state immediatamente allertate, e ora stanno indagando sul furto, raccogliendo testimonianze e analizzando le eventuali riprese delle telecamere di sorveglianza presenti nell’area. La mancanza di targhe e lo stemma rimosso rendono più complesso il lavoro degli investigatori, che tuttavia confidano nelle informazioni fornite dai testimoni per risalire ai responsabili.

Il parcheggio della rotonda, sebbene gratuito e di comodo accesso per chi si imbarca sui traghetti, è ora al centro delle polemiche per la sicurezza. Episodi come questo sollevano preoccupazioni tra i residenti e i turisti, che chiedono un potenziamento della sorveglianza per evitare ulteriori furti.

“Se qualcuno di voi dovesse trovare bagagli o abbia visto qualcosa abbandonato da qualche parte, vi prego di contattarmi in privato o segnalarlo alle autorità che sono già state avvisate. La speranza di ritrovare qualche oggetto con valore affettivo è l’ultima a morire”, commenta la ragazza.

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