Questa sera, lunedì 23 settembre, alle ore 21:00, Piazza dello Scolastico di Olbia si trasformerà in un suggestivo teatro a cielo aperto per celebrare i cento anni dalla morte di Franz Kafka, uno degli autori più enigmatici e influenti del Novecento. L’evento, intitolato “Cent’anni di Kafka”, è un’azione scenica ideata e diretta da Cristina Ricci, ispirata liberamente da confessioni, diari, lettere e racconti dell’autore. L’iniziativa fa parte della rassegna letteraria “Sul filo del discorso”, organizzata dall’Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca di Olbia.
La rappresentazione, che omaggia l’anniversario della morte di Kafka, avvenuta il 3 giugno 1924 nel sanatorio di Kierling, presso Vienna, vedrà la partecipazione di giovani talenti locali. Sul palco, la voce dell’autore praghese sarà incarnata da Zeno Trivellin, studente del Liceo Scientifico, mentre Milena Jesenská, la scrittrice boema che amò profondamente Kafka e pubblicò un toccante elogio funebre dopo la sua morte, sarà interpretata da Laura Asara, promettente attrice e studentessa del Liceo Artistico. Felice Bauer, storica fidanzata di Kafka, sarà interpretata da Alida Sanna, anch’essa studentessa del Liceo Scientifico.
La scelta di Cristina Ricci di basare la sceneggiatura su lettere e diari permette di offrire un ritratto intimo e autentico dello scrittore, in cui vita e opera si intrecciano in maniera indissolubile. Kafka, noto per la sua profonda introspezione e per la sua capacità di descrivere in maniera quasi profetica le assurdità e le alienazioni della società moderna, emerge in questa pièce con tutta la sua umanità, lontano dalle etichette spesso affibbiate alla sua figura. “Un Kafka senza kafkismi”, come lo ha descritto la stessa Ricci, un Kafka che si confronta con le sue paure, le sue passioni e la malattia che lo portò alla morte.
Nel 1917, proprio nel mese di settembre, Kafka visse una svolta decisiva nella sua esistenza: dopo un prolungato episodio di emottisi, gli fu diagnosticata la tubercolosi. Questa malattia lo portò a rompere il suo fidanzamento con Felice Bauer, con cui aveva vissuto un tormentato rapporto durato cinque anni. La diagnosi di tubercolosi, che segnò la sua vita da quel momento in poi, viene trattata nella rappresentazione come un atto liberatorio, una chiave di lettura della sua visione esistenziale.
È proprio in questo periodo che Kafka compone alcune delle sue opere più celebri, tra cui “La metamorfosi”, uno dei pochi racconti di cui si dichiarò soddisfatto. L’opera, indirizzata proprio a Felice Bauer, costituisce uno dei momenti centrali dello spettacolo, mettendo in scena il complesso rapporto dello scrittore con l’amore, la malattia e la ricerca di un senso nella sua vita.
L’iniziativa, proposta in forma gratuita all’interno della rassegna “Il filo del discorso”, non solo celebra il centenario della morte di Kafka, ma offre al pubblico olbiese un’occasione unica per riflettere su uno degli autori più importanti della letteratura contemporanea, la cui diagnosi spietata della “condition humaine” e delle incomprensibili leggi che governano l’esistenza rimane ancora oggi di straordinaria attualità.
