La storia di Piero e del suo B&B di Palau finito sul Financial Times

Il primo b&b di Palau.

Per realizzarsi, in Gallura, a volte basta una bella idea. Lo si può fare senza andare troppo lontani, con pochi soldi, magari partendo da quell’ettaro di terra pieno di lamagghju, con la voglia di andare incontro al mondo e al turismo. Se fosse marketing sarebbe una case history: una delle analisi che sottolineano la capacità di valorizzare le cose che si hanno.

È la storia del primo B&B di Palau, un nuovo modo di fare turismo che  mescola l’ospitalità gallurese con i nuovi trend internazionali. Ora che siamo abituati a consultare Airbnb, non ci appare come una grande impresa. Ma quasi vent’anni fa le cose erano bel diverse.

È il 2004, Piero ha cinquant’anni e qualcosa. Nella sua vita ha fatto il muratore, l’operaio, il cuoco e poi il manutentore: ha sempre lavorato. Il suo sogno però è quello di aprire un ristorante tutto suo, dove raccontare la sua cucina, proporla. Per farlo, ha riservato una parte della sua casa a questo futuro tanto desiderato, ma è ancora un sogno forse troppo grande.

Così, con un’idea che nasce dal coraggio, decide di aprire un B&B. I locali che sognava avrebbero accolto i commensali non perderanno la loro vocazione all’accoglienza: se non si può cenare, si può dormire. E quelle ricette le potrà raccontare, per farle provare ai suoi turisti, magari una volta tornati a casa. Così da portare un po’ di Sardegna sulle tavole di Milano, Roma, Verona.

Senza chiamare imprese o muratori Piero si mette all’opera nei mesi di fine inverno, quando l’estate appare ancora lontana. È il lavoro in silenzio di chi si impegna per emanciparsi, per proporre una nuova soluzione. Le tre camere vengono finite a tempo di record: hanno le pompe di calore, la tv, le lenzuola candide, l’accesso dal cortile, il patio. La Pitriaca, questo il nome, è finalmente pronta.

È l’inizio di una nuova avventura. Le regole di casa vengono stravolte. Adesso, a colazione, non si è più soli. Ci sono ospiti di Brescia, Milano, Ferrara, Colonia, Monaco di Baviera. Tra un caffè e un cambio lenzuola si parla di tutto, ci si conosce, ci si incontra. E quella casa che sembrava solo una delle tante abitazioni sparse per la campagna, che hanno sempre problemi di acqua luce e gas, ora è diventata un punto di riferimento, accogliente e internazionale.

Tanto da apparire in un articolo addirittura sul Financial Times. Succede, infatti, che una giornalista anglosassone, incuriosita dalla cultura della Gallura, chieda consiglio a un amico, in quel momento ospite del B&B, chi potesse intervistare sulla cultura culinaria del posto. Semplice: Piero. Sembra una favola. Ma è così che il desiderio di raccontare la propria cucina si avvera.

Se fosse una case history ci sarebbe da sottolineare la capacità di relazionarsi e fare solida impresa anche da un piccolo ettaro lontano dalla costa. Perché forse la Gallura è una grande possibilità da cogliere ogni giorno. Proprio come ha fatto Piero.

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