Giagoni (Lega) presenta un’interrogazione parlamentare per il caso Rosanna Arras.
Nonostante la recente scomparsa della presidente della Pallavolo Capo d’Orso, Rosanna Arras Frediani, la Federazione Italiana Pallavolo ha imposto comunque lo svolgimento della partita, costringendo le giocatrici galluresi a scendere in campo il giorno del funerale. Una decisione che ha sollevato polemiche e interrogativi sull’umanità e sulla sensibilità delle istituzioni sportive.
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L’intervento di Giagoni in Parlamento.
“Rosanna Arras Frediani non era solo il Presidente della Pallavolo Capo d’Orso di Palau, Rosanna era la mamma, la nonna, l’amica, la confidente, la zia buona, la fan numero uno di intere generazioni di ragazze che hanno calcato il parquet di Palau in questi anni. Nei nostri piccoli paesi, nelle nostre piccole realtà anche le società sportive diventano famiglia. Una famiglia che si impegna e dona tutta una vita per garantire opportunità e nuovi obiettivi ai giovani”. Queste le parole del deputato sardo Dario Giagoni (Lega), che ha presentato un’interrogazione parlamentare sulla vicenda.
”Partire ogni 15 giorni fuori dall’isola, vivere delle esperienze che formano e che fanno crescere, incontrare differenti realtà non sono cose mai banali né scontate – prosegue nell’intervento -. Rosanna ha dedicato 50 anni della sua vita a tutto questo, lo ha dedicato a una passione pura e semplice che dopo la sua dipartita ha portato tutte le sue ragazze a esprimersi con parole di amore e riconoscenza. Una riconoscenza che meritava anche da parte della Fipav che, contro ogni logica e contro la volontà della stessa squadra avversaria concorde con il rinvio, ha deciso di far giocare lontano dall’isola le orsette il giorno del funerale di Rosanna, precludendo la possibilità di quell’ultimo importante abbraccio di stima e riconoscenza”.
”Mi chiedo e mi domando se non fosse il caso di rivedere le regole etiche della Fipav, perché oltre le norme, oltre la natura giuridica di un campionato, si ha la sensazione che ci si stia allontanando sempre di più dalla componente umana – conclude Giagoni -. Tale quesito intendo porlo anche al Ministro per lo Sport, in quanto ritengo che sia totalmente inutile vincere le medaglie, salire perfino sul tetto del mondo, se poi ci si dimostra incapaci di mostrare rispetto e provare sentimenti di vicinanza e di amore per chi dell’amore per lo sport ha fatto la guida della sua esistenza.”
