Le indagini sull’omicidio di Cinzia Pinna a Palau.
Proseguono a Palau gli accertamenti sui reperti raccolti a Conca Entosa, la tenuta dove è stata uccisa Cinzia Pinna, la 33enne di Castelsardo uccisa con tre colpi di pistola dall’imprenditore di Arzachena Emanuele Ragnedda, reo confesso. Tracce biologiche, rilievi balistici, fotografie e numerosi oggetti, tra cui alcuni coltelli, sono ora al vaglio dei laboratori del Ris di Cagliari, in un’attività ritenuta fondamentale per ricostruire la dinamica del delitto e i movimenti dell’assassino prima, durante e dopo l’aggressione.
Restano però elementi ancora da chiarire, come la sparizione di parte degli indumenti della vittima e del suo cellulare, il cui ritrovamento potrebbe fornire indicazioni decisive sul Dna dell’omicida o sull’arma del delitto. Gli inquirenti non escludono nuove ricerche nella vasta tenuta, ancora sotto sequestro, per individuare eventuali nascondigli dei materiali scomparsi.
Durante i sopralluoghi, coordinati dal procuratore Gregorio Capasso e dalla sostituta Noemi Mancini, sono state ricostruite le traiettorie dei colpi e l’ambiente originale dello stazzo, compreso il divano spostato e poi riportato al suo posto. Le indagini, oltre a chiarire movente e dinamica, mirano a verificare la versione dell’autore confesso e a determinare eventuali complicità. Attualmente risultano indagati per favoreggiamento due conoscenti di Ragnedda, già interrogati dagli inquirenti.
