L’ultimo saluto alla dottoressa Milena Pisano.
Oggi, alle ore 11, presso l’oratorio della chiesa di Sant’Antonio di Gallura, la comunità si è riunita per celebrare i funerali della dottoressa Milena Pisano, una donna che ha saputo lasciare un segno indelebile non solo nella medicina accademica, ma nel cuore di chiunque l’abbia conosciuta. La sala dell’oratorio non è riuscita a contenere la marea di persone accorse da tutta la Gallura per l’ultimo omaggio alla cara e amata Milena. In centinaia si sono dovuti assiepare all’esterno, seguendo la funzione in un silenzio carico di rispetto e commozione.
Il rito funebre è stato concelebrato dai sacerdoti di Sant’Antonio di Gallura, Olbia, Cannigione, Palau e Arzachena. Un’unione spirituale potente che ha stretto in un abbraccio il marito, il professor Silvio Meloni, e il figlio Giacomo. Al fianco della famiglia, oltre al sindaco e all’amministrazione comunale al completo era presente un folto e commosso gruppo di persone provenienti da Trinità d’Agultu, paese d’origine di Milena, accorse per onorare una figlia della loro terra.
Particolarmente toccante è stata la presenza dei compagni di scuola del piccolo Giacomo, accompagnati da molti docenti della scuola media e dei numerosi studenti del corso di Odontoiatria dell’Università di Sassari. I suoi allievi hanno voluto onorare la docente che non si limitava a trasmettere nozioni tecniche, ma insegnava con l’esempio l’etica e l’umanità del “prendersi cura“. Le parole dell’officiante hanno squarciato il velo della tristezza, restituendo un ritratto vivido e profondo di Milena. Durante l’omelia, il sacerdote ha ricordato con affetto le tappe della vita della dottoressa e del marito: “Ho conosciuto due ragazzi universitari, Milena e Silvio, brillanti e pieni di vita. Li ho visti crescere fino a diventare grandi professionisti, persone che si sono impegnate fortemente e che si sono spese senza riserve per il prossimo”.
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Il sacerdote ha poi sottolineato l’eccellenza del loro profilo umano e cristiano, evidenziando come l’altruismo di Milena fosse un’estensione naturale della sua fede. Riguardo al vuoto lasciato dalla sua scomparsa, ha esortato i presenti a non cedere allo smarrimento: “In questo nuovo percorso segnato dall’assenza fisica di Milena, bisognerà andare avanti con luce, con forza e con fede, perché questo, per quanto doloroso, resta un percorso della vita.”
Il suo impegno sociale non era un accessorio della carriera, ma l’essenza stessa del suo essere. La sua recente missione a Zanzibar, in Africa, è stata l’ultimo atto di una vita spesa per i bambini meno fortunati. Milena portava cure mediche, ma soprattutto quel conforto che nasce da una rara sensibilità umana. Oggi la Gallura non piange solo una docente o un medico; piange una madre meravigliosa e una donna che ha fatto della carità cristiana la propria ragione di vita. Milena continuerà a vivere negli occhi dei bambini che ha curato e nel ricordo di chi, oggi, ha promesso di non dimenticare il suo esempio.
