Vandali in azione dopo la frana sulla Statale a Sant’Antonio di Gallura
Vandali in azione lungo la statale 427 tra Sant’Antonio di Gallura con Arzachena: buttato nella scarpata il semaforo dell’Anas. Si trovava in quel tratto di strada per regolare il traffico a senso unico alternato dopo la frana dei mesi scorsi. In quel punto ci sono grossi blocchi di cemento per contenere ulteriori smottamenti potenzialmente pregiudizievoli per la circolazione stradale.
I lavori di ripristino, purtroppo, vanno a rilento e posto che la carreggiata è ridotta ad un solo senso di marcia, la presenza del semaforo, nelle more della ultimazione dei lavori, garantisce una sicura circolazione dei veicoli. Diversamente, stante la caratteristica curvilinea di quel tratto di strada unita alla ristrettezza della carreggiata, il pericolo di incidenti stradali sarebbe quanto mai concreto.
La presenza del cantiere, che sicuramente non fa gioire gli utenti della strada evidentemente stressati dai disagi a cui sono sottoposti, non costituisce e non deve costituire motivo alcuno per una giustizia privata fuori da ogni contesto legale. Il grave atto vandalico, oltre a costituire reato penalmente perseguibile, rappresenta una grave forma di inciviltà e di offesa alle Istituzioni. Quelle stesse Istituzioni che sono sempre presenti e pronte ad intervenire nel momento del bisogno a favore di tutta la collettività, anche di coloro i quali si dimostrano refrattari alle regole di civiltà, di rispetto e di convivenza sociale.
La gravità dello scellerato atto, sicuramente dettato da un momento di rabbia, non trova alcuna giustificazione né condivisione atteso che avrebbe potuto creare serio pericolo, non solo per l’utenza in generale, ma anche per gli stessi autori dell’esecrabile gesto. Pericolo dalle conseguenze inimmaginabili e molto più grave di quello rappresentato dalla presenza del cantiere stesso.
