Colata di cemento in riva al mare, ambientalisti contro il progetto a Porto Pozzo

Gli ambientalisti contro una lottizzazione sul mare a Porto Pozzo

Gli ambientalisti del Grig contro un piano di lottizzazione a Porto Pozzo approvato dal Comune di Santa Teresa Gallura. Tra le case già presenti e i moli con parcheggi c’è un pezzo di Sardegna verde, ma è destinato a sparire. Macchia mediterranea che lascerà spazio a ville con piscina e vista sul mare. Così prevede il progetto e così avvalla il Comune con una variante al Puc. Che sia tutto in regola lo verificano gli enti competenti, se sia un intervento necessario invece è una riflessione che può riguardare tutti. Questa operazione, infatti, ha attirato l’attenzione dell’associazione ambientalista Grig che cerca di vederci chiaro.

Il Gruppo d’intervento giuridico ha inviato oggi una “specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti”. Sotto la lente c’è l’avvenuta adozione con deliberazione del Consiglio comunale di S. Teresa di Gallura n. 32 del 30 settembre 2025 della “variante al Piano Urbanistico Comunale approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 28 del 23.08.2016 e contestuale adozione del Piano di Lottizzazione dei comparti C 3.01, G 4.1 del P.U.C. in località Porto Pozzo– Primo stralcio funzionale”.

“Coinvolti il Ministero della Cultura, la Regione autonoma della Sardegna, la Provincia di Olbia-Tempio, il Comune di Santa Teresa Gallura, la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari – spiegano dal Grig -. Non si ha conoscenza dell’avvenuta sottoposizione della variante adottata alla preventiva procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas)”.

Il progetto e la richiesta di annullamento

“L’area interessata ricade ampiamente nella fascia costiera dei metri 300 dalla battigia marina, tutelata con vincolo di conservazione integrale (legge regionale Sardegna n. 45/1989 e s.m.i.) e con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), mentre rientra nel vigente piano paesaggistico regionale – P.P.R. quale bene paesaggistico d’insieme in quanto ricadente nella fascia costiera (artt. 19-20 delle N.T.A.) e zona di conservazione integrale. Il GrIG ha chiesto l’annullamento in sede di autotutela e in sede di procedura di verifica di coerenza degli atti di pianificazione. L’area è attualmente ricca di macchia mediterranea”.

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