Il caldo in Sardegna ha ucciso due uomini.
Le ondate di calore che stanno travolgendo l’Italia, e la Sardegna, non sono solo un disagio stagionale, ma un vero pericolo per la salute. A dimostrarlo sono le due tragedie che ieri, a poche ore e chilometri di distanza, hanno colpito le spiagge della Gallura. In tarda mattinata, sotto un sole implacabile e temperature prossime ai 40 gradi, due uomini hanno perso la vita per cause che sembrano legate al caldo estremo.
Il primo malore si è verificato a Budoni, sulla spiaggia di Lu Cuppulati, dove un turista 75enne di Terni si è accasciato sulla sabbia rovente. I soccorsi sono stati immediati ma inutili: l’uomo è morto nonostante i tentativi di rianimazione del 118 e dell’elisoccorso. Poco dopo, a San Teodoro, un secondo allarme ha scosso la spiaggia di Lu Impostu. Bruno Rossi, neppure sessantenne, stava facendo il bagno nel tentativo di sfuggire all’afa, ma è stato colto da un malore improvviso in acqua. Anche in questo caso, ogni sforzo per salvarlo è stato vano. Entrambe le vittime hanno subito un arresto cardiaco.
La morte per caldo avviene quando il corpo non riesce più a regolare la propria temperatura interna, superando i 40 gradi. In queste condizioni si può sviluppare un colpo di calore, un’emergenza caratterizzata da confusione mentale, perdita di coscienza, pelle arrossata e secca, e, nei casi più gravi, arresto cardiaco. Le vittime più esposte sono anziani, persone con malattie croniche, bambini e soggetti disidratati. L’eccessiva esposizione al sole, l’attività fisica durante le ore più calde o l’impossibilità di trovare luoghi freschi peggiorano il rischio. Senza interventi tempestivi, il caldo può provocare danni irreversibili a organi vitali o condurre alla morte.
