Incendio cantiere nautico a Olbia, periti stabiliranno le cause

Incendio cantiere nautico Olbia

L’incendio nel cantiere nautico a Olbia.

Il 22 aprile scorso un incendio ha distrutto il cantiere nautico Acqua a Olbia, incenerendo più di 40 yacht e barche, pronti per la stagione estiva, per centinaia di milioni di euro di danni. La Procura di Tempio ha aperto un’inchiesta per accertare le cause del rogo. Ieri, 2 luglio, la pm Claudia Manconi ha affidato l’incarico per l’accertamento tecnico irripetibile agli ingegneri Antonio Angelo Porcu (Cagliari) e Federico Sommella (Genova).

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Sono cinque gli indagati: Stefano Gaias, legale rappresentante del cantiere; due dipendenti, Federico Azara, rappresentante del cantiere Maori, accusati di incendio colposo. Alessandro Idini, accusato di falso per un intervento di manutenzione. Le indagini si concentrano su un’imbarcazione del cantiere Maori, da cui si sospetta sia partito l’incendio, e su eventuali violazioni delle norme antincendio. I consulenti verificheranno anche possibili difetti nella progettazione e manutenzione del natante, confrontandolo con imbarcazioni simili.

Le parti offese sono 31, tra privati e società charter. Tra i danneggiati anche Giovanni Malagò e Tommaso Cavalli, figlio dello stilista Roberto Cavalli. I vigili del fuoco sono tornati sul posto con i droni per completare le verifiche. Gli accertamenti tecnici inizieranno al termine di queste operazioni.

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