L’alpinista olbiese Ernesto Macera Mascitelli sfida una delle vette più impegnative dell’Himalaya

Scalerà il monte Gangapurna a 7455metri.

Partirà dall’Italia il 20 ottobre la spedizione alpinistica internazionale per scalare una delle vette più impegnative dell’Himalaya. La vetta del monte Gangapurna a 7455metri che si trova nella catena dell’Annapurna. Questa spedizione divenne popolare nel 1965 quando, alpinisti tedeschi, con a capo Gunther Hauser, raggiunsero la vetta attraverso la cresta est.

“L’alpinismo di alta quota non è solo una sommatoria di sforzi e sacrifici fisici dettati dall’affrontare difficoltà tecniche di scalata, dall’affrontare condizioni climatiche estreme e momenti di crisi psicologica – afferma Macera Mascitelli -. L’alpinismo è anche vivere e condividere passioni ed emozioni con altre persone, è vivere in simbiosi con una natura selvaggia, ostile ma nello stesso tempo affascinante ed ammaliante. Praticare alpinismo è sapersi relazionare ed adattarsi a popolazioni che vivono in condizioni diverse dalle nostre, dove non esistono i confort non esistono e non se ne sente neppure la mancanza. Tutto questo è un’ulteriore spinta a compiere ed affrontare sfide estreme con le vette più alte del pianeta, anche per tornare e dare testimonianza di queste fantastiche esperienze”.

“Come ormai avviene già dal 2016, anche questa spedizione è patrocinata e supportata dal Comune di Olbia – afferma l’assessore allo sport Silvana Pinducciu -.Non potevamo che coinvolgere il nostro Comune in questa impresa, anche per dare un segnale di solidarietà verso le culture e le tradizioni di altre parti del mondo. Dall’America del Sud all’Himalaya il simbolo della comunità di Olbia è sempre presente e per questo ringraziamo il nostro concittadino Ernesto Macera Mascitelli che ha, in questa avventura, la missione di ambasciatore.Al ritorno, verranno illustratii particolari più emozionanti, stimolanti ed entusiasmanti della “International Mont Gangapurna 7455 mt. Expedition 2019””.

A capo di questa spedizione è stato scelto Ernesto Macera Mascitelli, alpinista e cittadino di Olbia.

Ha alle spalle diverse spedizioni alpinistiche (Alpamayo – Perù, Salar de Huyuni e Tunupa-Bolivia, Sajama- Bolivia, Ojos del Saldato- Cile, Aconcagua-Argentina, Island Peak- Nepal).Il 21 ottobre, arriverà a Kathmandu e dopo aver espletato le formalità burocratiche con i responsabili del Ministero del Turismo per il rilascio dei permessi di scalata e dopo aver fatto provviste per i campi alti, partirà a capo del gruppo di alpinisti con almeno 10 portatori, 4 sherpa e 2 sherpa climbing.

Un lunghissimo trekking di avvicinamento alla base del ghiacciaio dalla durata di 9 giorni, condurrà fino al campo base del Gangapurna posto a 4600 metri; si attraverseranno villaggi remoti e lontani dalla nostra cultura, ponti tibetani sospesi sopra i fiumi; nei giorni di trekking si alloggerà presso lodge di fortuna o presso capanne messe a disposizione degli abitanti nepalesi, cucinando e mangiando con loro e vivendo per tutti i giorni di trekking immersi nella cultura e tradizioni locali.

Durante il tragitto per il campo base, si avrà modo di incontrare i bambini delle scuole dei villaggi per portar loro materiale didattico in dono.

La valle del Manang e la catena nord del Gandaki, sono luoghi estremamente affascinanti. Boschi di rododendri, cascate, fiumi che scorrono in mezzo a valli verdi, fanno del trekking del Gangapurna una delle esperienze più ricercate ed affascinanti al mondo. Il percorso di salita, sarà quello denominato “la via dei Coreani” installando 4 campi alti, a 5400, 6000, 6500, 7000 metri; dal campo base alla vetta e ritorno si impiegheranno circa 21/22 giorni. Il ritorno in Italia è previsto per i primi giorni di dicembre.

Per Ernesto sarà una delle spedizioni alpinistiche più impegnative sia per le difficoltà tecniche della vetta del Gangapurna che per la responsabilità di capo spedizione.

Tra lo staff presente con il gruppo, anche uno sherpa che avrà il ruolo di foto-cine reporter per documentare con telecamera, droni e macchina fotografica tutta la spedizione. Lo scopo sarà quello di poter filmare sia i luoghi attraversati che le fasi pure dell’alpinismo durante la scalata del ghiacciaio. Tutto il materiale raccolto verrà poi lavorato ed elaborato al fine di produrre un film documentario che verrà proiettato ad Olbia al ritorno.

La spedizione,oltre al patrocinio del Comune di Olbia,ha inoltre quello del Lions Club Olbia, del CAI Sezione di Avezzano (Aq), del Consorzio di Porto Rotondo edel Phanatlon International Club di Sassari.

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