Atletica, la favola di Cristian Cocco campione italiano di maratona

La grande impresa dell’atleta gallurese Cocco.

Cristian Cocco ha conquistato ieri a Verona il titolo di campione italiano di maratona della categoria SM 45. “Un’emozione che non riesco a descrivere. Qualcosa di bellissimo”. La favola del 45enne atleta di Padru portacolori della Podistica Amatori Olbia. “Ho ripreso a correre solo da 5 anni”. Un amore adolescenziale che sembrava irrimediabilmente svanito. “Tra i 13 e i 15 anni con la società del mio paese ottenni buoni risultati vincendo molte gare nella nostra isola”. Il sodalizio padrese si scioglie e Cristian Cocco si trasferisce sul campo di calcio. “A Padru era l’unico sport praticato all’epoca”. Trequartista di qualità che si fa valere sino alla Promozione Regionale. “Mi sono preso le mie soddisfazioni”. Cinque anni fa il ritorno di fiamma con il primo amore.

“Ho ripreso quasi per gioco”. Quel “quasi” ha fatto la differenza. Tempi e piazzamenti di rilievo in numerose gare di cross e mezze maratone di livello nazionale. “Sono molto determinato“. Un carattere di ferro fondamentale nella maratona di ieri. Quella che gli ha consegnato il titolo assoluto. “Faceva molto freddo. Noi non ci siamo abituati. Ho corso con guanti, manicotti e fascia in testa. All’inizio è stata molto dura, verso il 35° chilometro ho avuto i crampi”. Ma il suo sogno Cristian Cocco lo voleva vedere diventare realtà. “Quattro mesi di preparazione, ogni giorno, dopo dieci ore di lavoro, con solo due riposi al mese. Ogni santa domenica sveglia alle 6 del mattino”. Un amatore che si allena come se fosse un professionista. “Proprio così, ma non ci sono alternative. Anche per chi ha una famiglia con due figli, uno di 19 e una di 7 anni“. La vittoria è stata una sorpresa? “No. Certi traguardi non si raggiungono per caso. Sono obiettivi per i quali ti sacrifichi. Ci credi con tutto te stesso”.

E con un grande allenatore al fianco. “Andrea Porcu è più contento di me. La preparazione ad una maratona è delicatissima. Non puoi sbagliare nulla. Tra di noi c’è un rapporto splendido”. 2 ore 33 minuti e 40 secondi. “E’ il mio record personale. Il 19° assoluto della gara”. Che ha visto al via i migliori maratoneti tesserati con società italiane, professionisti e amatori. “Keniani compresi“. Per agguantare i sogni e scrivere le favole ci vuole una forza di volontà fuori dal comune. “Al traguardo ho saputo soltanto il mio tempo, ma prima che la vittoria fosse ufficializzata sono passate almeno due ore“. Come ha reagito il nuovo campione d’Italia? “Ho pianto a dirotto“. Lacrime liberatorie. “In un attimo ho rivisto tutto ciò che ho fatto per vivere quelle sensazioni. E’ stato meraviglioso“. Quali i prossimi obiettivi? “Devo scegliere se preparare i campionati assoluti master di maratona oppure quelli di cross. Entrambe le manifestazioni sono a marzo”. Con la medaglia d’oro al collo la decisione sarà sicuramente meditata.

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