Calcio, Romeo Ferreli cannoniere infinito

La splendida carriera dell’attaccante Ferreli.

Romeo Ferreli (nella foto di Federico Dente) è uno degli attaccanti più talentuosi espressi dal calcio sardo a cavallo dei due secoli. A 36 anni continua a scrivere indelebili pagine da cannoniere. “Nasco come centravanti di manovra”. Classe e senso tattico sin dalla tenera età. Il bomber di Loceri calza i primi scarpini a Sinnai. “Mio padre lavorava a Cagliari e ci trasferimmo là”. A 5 anni fa già gol a grappoli. Quando soffia 10 candeline arriva al settore giovanile del Cagliari. “Ho fatto tutta la trafila esordendo a 15 anni nella Primavera di Elvio Salvori”. Dieci stagioni in rossoblù. Sino al precontratto. “Mi mandarono in prestito in Serie D alla Villacidrese“. Per un incontro speciale. “Allenatore Bernardo Mereu: un grande uomo. Motivatore inarrivabile. Riusciva a ricavare da ciascuno di noi tutto quello che avevamo dentro. Il suo percorso è sotto gli occhi di tutti. Non sono certo io a scoprirlo”. Al termine della stagione non si materializza il contratto con i rossoblù. “All’epoca dovevi essere il più forte, altrimenti era impossibile realizzare quel sogno”.

Arriva una chiamata dal Continente. “Mi cercò la Lodigiani“. Romeo Ferreli resta in Sardegna. “Mi ero iscritto all’Università, a Villacidro era arrivato Salvori costruendo uno squadrone”. Pentimenti? “Forse l’unico della mia carriera”. Passa un anno e Giovanni Antonio Pitta sta armando il Tavolara dei miracoli. “A quell’epoca non potevo rinunciare ad un’offerta economica del genere”. Con lui, tra gli altri, giocatori del calibro di Usai, Boldarin e Muzzoni. “Perdemmo lo spareggio per la D con il Forcoli. Non fu sufficiente il 4 a 2 in un Nespoli stracolmo. Un’amarezza che ancora mi porto dentro”. Mereu lo rivuole a Tempio e Romeo risponde presente. “Un’altra promozione solo sfiorata. Vinse il campionato la Nuorese di Troianiello”. Il trionfo strameritato si concretizza nel torneo successivo: il Tavolara di Giuseppe Leggieri conquista la Quarta Serie. “Una gioia infinita”. Anche perchè ad Olbia Romeo trova la sua Giulietta. “Veronica è la donna perfetta per un calciatore. Non si interessa di calcio, ma mi è stata sempre vicino in maniera incredibile”. Il gol più bello del bomber di Loceri.

Seguono le esperienze a San Teodoro, Tortolì (4 anni), Ploaghe (in due anni dalla Prima Categoria all’Eccellenza) e Siniscola. Nell’ultimo torneo Ferreli ha fatto sfracelli nel Berchidda di Gian Paolo Degortes. “30 reti. Il mio record personale”. Non certo un caso. “E’ l’ambiente ideale per fare calcio a livello dilettantistico. Dirigenti e compagni di squadra encomiabili. Un tecnico preparato e appassionato“. Con una mentalità offensiva. “Un tipo di calcio che apprezzo. Sto facendo la prima punta e questo mi consente di essere presente sotto porta”. I numeri parlano chiaro. Anzi urlano. E poi gli immancabili “terzi tempi”: “Ho messo su un paio di chili”. Romeo Ferreli anima d’Ogliastra. “Siamo testardi e schietti. Sempre dire le cose in faccia”. Anche nel calcio. “L’ho sempre considerato un gioco. Se non mi divertivo non aveva senso farlo”. Sensazioni che non se ne vanno. “Continuo ad avere mal di pancia la domenica prima della partita“. Che cosa è cambiato?. “Ai miei tempi i ragazzi avevano voglia di sudare sul campo. Oggi non più”. Romeo ce l’ha ancora. “Ho un accordo verbale con il Berchidda. Resterò in bianconero“. Perchè? “Provo la passione che mi ha fatto amare questo sport. Quella che ti fa uscire alle 8 di mattina per andare al lavoro e rientrare alle 11 di notte dopo l’allenamento”.

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