Il rally torna in Gallura, la gioia dei piloti: “Ci faremo trovare pronti”

Il Rally Italia Sardegna torna in Gallura.

Il Rally Italia Sardegna dopo sette anni lascia Alghero e torna dal 3 al 6 giugno in Gallura, ad Olbia. La notizia è arrivata ieri ed è stata accolta con grande entusiasmo da parte di tutti i sardi. Il rally rappresenta da sempre una vetrina internazionale per la nostra isola, da quando nel 2004 divenne appunto rally mondiale e non a caso viene trasmesso da ben 85 emittenti televisive.

Si inizia a stilare anche la prima bozza del programma. Le tappe prevedono il passaggio nei comuni di Tempio, Bortigiadas, Erula, Monti, Oschiri, Pattada, Ala’, Buddusò, Viddalba, Castelsardo ed Arzachena.
La partenza sarà da Olbia ed il secondo passaggio come power stage, sarà nella strada Santa Teresa di Gallura – Rena Majore – Aglientu.

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Il centro urbano di Santa Teresa di Gallura ospiterà il riordino macchine nell’intervallo tra le due corse previste. Tra i team che parteciperanno al Rally, quello di Giacomo Ogliari, milanese già campione italiano ed europeo di rally  e del giovane sardo Michele Liceri, 27 anni di Baja Sardinia. Ogliari è un nome che nell’ambiente è noto da oltre 37 anni. Milanese di nascita, due lauree, corre per passione. E la sua passione per i motori si moltipla quando disputa le sue gare in Sardegna: la prima risale al 1985, Il città di Sassari. Il suo navigatore è Lorenzo Granai, campione italiano con il pilota Giandomenico Basso. Un team certamente di peso il loro, non a caso ha come sponsor la Citroen.

“Corro nel mondiale – dice Ogliari -. Dieci giorni fa abbiamo fatto tappa a Montecarlo e a fine febbraio saremo in Finlandia. In Sardegna ho vinto tante gare ed essendo tra l’altro Istruttore Federale della scuola Rally della ACI- CSAI, ho avuto modo di conoscere tantissime persone nel settore. Corro in Sardegna dal 2004: allora arrivai secondo assoluto e poi per due volte ho fatto da apripista”.

Nelle sue parole, non manca l’accorato ricordo per Nicolò Imperio, venuto a mancare poco tempo fa. Ed un plauso all’universo femminile: “Questo è uno sport che non ha età: si corre dai 18 anni. Adesso ne ho 56 e nessuna intenzione di smettere. Ed è l’unico sport nel quale uomini e donne sono identici, perché qui non serve la forza fisica per vincere, ma conta il cervello. Non a caso anche io ho avuto diverse navigatrici donne”.

Liceri è invece sardissimo e come lui il suo navigatore Salvatore Mendola, 46enne di Arzachena. Liceri corre da otto anni, da quando ha preso la patente insomma e la sua passione gli è stata trasferita dallo zio Paolo, proprietario della pista di kart ad Arzachena. “Nel 2018 siamo stati l’unico equipaggio sardo ad essere al via nel campionato italiano rally terra, vincendo la categoria Under 25 del trofeo Yokohama. Nel 2019 ci abbiamo riprovato, ma abbiamo avuto tanti problemi tecnici. Il 2020 ha portato il Covid ed oggi sapere che tra pochi mesi in una situazione così difficile a livello mondiale, possiamo avere una tappa in Sardegna è bellissimo. Ci dà un punto di forza in più e faremo un modo di essere in grado di partecipare ed essere competitivi”, racconta.

Liceri corre nella categoria due ruote motrici e per preparare la vettura per la competizione ed affrontare tutte le spese necessarie, serve recuperare almeno 30.000 euro. Come fare dunque? “Non sono figlio di una famiglia benestante – risponde – quindi abbiamo necessità di trovarci gli sponsor. Insieme a Salvatore, che non smetterò mai di ringraziare perché per me è molto più che il mio navigatore, ma un uomo di esperienza al quale devo i miei risultati, puntiamo a partecipare al Campionato Italiano Rally Terra che si terrà nei prossimi mesi nelle Marche. Di fatto ad oggi nessuno è riuscito ad ottenere i risultati che abbiamo raggiunto noi sinora. Quindi se qualcuno volesse darci una mano, sarà il benvenuto”.

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