Termina la stagione della Serie D dell’Hermaea: il bilancio di coach Garbellini

Un anno di crescita.

Dopo quella della prima squadra, è andata in archivio anche la stagione della squadra di Serie D dell’Hermaea Olbia. Per le ragazze del coach Gegè Garbellini, come è noto, si è trattato di un’annata di transizione: ben al di sotto, in termini di età media, rispetto alle loro rivali, le biancoblù hanno badato soprattutto a gettare le basi per gli anni a venire.

“Il nostro gruppo Under 16 ha affrontato ben 3 campionati. Oltre a quello di competenza, si è cimentato anche nel torneo Under 18 e in quello di Serie D. Nel campionato Under 16 le cose sono andate piuttosto bene, con un quarto posto finale che abbiamo accolto con buona soddisfazione. Negli altri due campionati, invece, sono arrivate soprattutto sconfitte, ma questo non è un problema”.

Quel contava era soprattutto la crescita tecnica e mentale delle giocatrici: “Le ragazze hanno disputato un totale di 55 partite a fronte delle 30/35 che servono per osservare una crescita in questa fascia d’età”. Far partire un nuovo ciclo è sempre una missione complicata, e le difficoltà durante l’anno non sono certo mancate: “Il gruppo aveva bisogno di crescere, e durante la stagione ha dovuto affrontare un calo numerico importante anche se fisiologico – spiega – inizialmente la rosa era di circa 12 elementi, poi qualche ragazza ha lasciato. Non per tutte è facile sostenere un impegno di quattro allenamenti e una o più partite ufficiali alla settimana”.

Nonostante tutto qualche soddisfazione è arrivata: “Negli ultimi tre o quattro mesi di stagione ho osservato dei miglioramenti in termini di coesione e mentalità – aggiunge – e a partire da marzo sono arrivati anche quei progressi tecnici che cercavo da un po’ di tempo”. Il coach tiene a sottolineare soprattutto un aspetto: “Le ragazze si sono sempre allenate con entusiasmo e ci hanno messo la faccia settimana dopo settimana. Non è facile mantenere alte le motivazioni quando manca la soddisfazione del risultato. Nelle difficoltà si vede di che pasta sono fatte le persone, e devo dire che il gruppo di quest’anno mi ha lasciato un ottimo ricordo sotto questo punto di vista”. Non solo: “Mi preme elogiare anche la serietà e la passione mostrata dai genitori, che hanno girato la Sardegna in lungo e in largo per accompagnare le loro figlie”.

Il coach dell’Hermaea traccia anche un personale bilancio dell’ultima stagione: “E’ stata un’esperienza – aggiunge – e come tutte le esperienze non può che essere positiva. Mi sono messo alla prova in delle vesti diverse rispetto al passato e sono soddisfatto per ciò che ho ricevuto sotto il profilo umano”. Con la stagione in archivio si può già pensare al futuro: “Credo che la chiave sia soprattutto la collaborazione tra società – conclude – la Sardegna è una Regione con un bacino d’utenza relativamente basso, per cui è fondamentale la costruzione di una rete di squadre che possa, in qualche modo, favorire la crescita dei giovani talenti. L’Hermaea già da tempo ha costruito una Academy che si pone questo obiettivo, e sono convinto che la sfrutterà in maniera sempre più importante”.

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