Nel carcere di Tempio un evento per ricordare Paola Scano e Italo Petitta

Nel carcere di Tempio un evento per ricordare Paola Scano e Italo Petitta

L’evento nel carcere di Tempio Pausania.

Si è tenuta lunedì a Tempio Pausania, presso la Sala Teatro del carcere “Paolo Pittalis“, la terza edizione dell’evento dedicato alla memoria dei coniugi tempiesi Paola Scano e Italo Petitta, promotori attivi di importanti gesti di solidarietà nei confronti della comunità, sempre attenti ai giovani e agli studenti delle scuole cittadine.

Diffondere i valori dell’amicizia.

L’iniziativa, istituita dall’amministrazione comunale nel 2023, ha la finalità di far conoscere alle nuove generazioni il prezioso contributo dato alla comunità dai coniugi Petitta nel diffondere i valori dell’amicizia, della solidarietà e dell’inclusione, valori fondanti anche per la costruzione di una cittadinanza consapevole.

E proprio dal ricordo dell’esperienza realizzata da Paola Scano con l’avvicinamento della comunità dell’istituto penitenziario di Nuchis alla comunità dei cittadini tempiesi, è nata l’idea di realizzare l’edizione 2025 dell’evento all’interno del carcere e ieri, grazie alla disponibilità dell‘istituto penitenziario e la collaborazione del Team delle pratiche di giustizia riparativa dell’Università di Sassari e del Liceo Dettori – De André, ha avuto luogo un interessante incontro tra i detenuti e una folta rappresentanza di studenti e studentesse liceali già da alcuni anni impegnati nel progetto di giustizia riparativa.

Numerosi gli interventi che, tra riflessioni, ricordi e musica, hanno animato la mattinata, introdotti dai saluti istituzionali della direttrice del carcere Veronica Proietti, il sindaco di Tempio Gianni Addis, la vicesindaco e assessore ai Servizi sociali Anna Paola Aisoni e la responsabile scientifica del Team delle pratiche di giustizia riparativa del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali (Dumas) dell’Università di Sassari, Patrizia Patrizi.

Il carattere di inclusività delle azioni di Paola Scano e del marito.

La direttrice del carcere Proietti, accogliendo i partecipanti, ha evidenziando il carattere di inclusività delle azioni di Paola Scano e del marito, grazie alle quali è stato possibile costruire un legame duraturo tra la comunità dei cittadini e gli ospiti dell’istituto penitenziario. Il sindaco Addis ha ricordato che proprio le loro iniziative, realizzate oltre 15 anni fa, nel momento in cui la città viveva con grande apprensione la costruzione del nuovo carcere, siano state in grado di mitigare l’impatto e le tensioni causate da un progetto e una realtà con la quale Tempio faticava a confrontarsi.

“Ma grazie alle loro azioni e al loro lavoro sistematico – ha concluso il sindaco – la nostra comunità ha iniziato a maturare una consapevolezza che non avevamo e che, con il supporto del Team delle pratiche di giustizia riparativa, ha consentito di dare vita al processo che ha portato Tempio Pausania a diventare la prima città riparativa d’Italia”.

Proprio sul concetto di restorative justice si è soffermata Patrizia Patrizi, responsabile del Team del Dumas, per poi ricordare le tante iniziative di giustizia riparativa sviluppate a Tempio che hanno portato il centro gallurese ad essere modello per le altre città che, in seguito, hanno realizzato lo stesso percorso di sensibilizzazione e inclusione.

La storia del carcere di Tempio.

La comandante del carcere di Nuchis, Maria Elena Mariotti, si è soffermata sulla storia del carcere – dalla chiusura della Rotonda nel 2011 all’apertura della nuova struttura di alta sicurezza nel 2012 – sulle tensioni che questa nuova realtà ha portato sul territorio e sull’importanza dell’opera di volontariato portata avanti negli anni per la comunità carceraria: dalle iniziative di Paola Scano alle lezioni dell’Università della terza età, dalle mostre e attività laboratoriali alla creazione di un parco giochi resa possibile grazie alla vendita di opere e libri realizzati in carcere.

“Con questo evento – ha affermato l’assessore ai Servizi sociali Aisoni – abbiamo voluto condividere con i nostri concittadini più giovani il ricordo di Paola e Italo, esempio encomiabile di solidarietà e inclusione: nel 2022 la scuola dell’infanzia, poi gli alunni e le alunne della scuola elementare e delle medie, e quest’anno gli studenti delle scuole superiori impegnati da tempo, sotto la guida del Team, nei progetti di giustizia riparativa finanziati dai Plus”.

Come ha sottolineato Arianna Taccori, responsabile dell’Area giuridico-pedagogica del carcere, con il loro contributo Paola e Italo hanno rotto le barriere del pregiudizio e del timore che si hanno nel rapportarsi alla realtà carceraria, incarnando la comunità esterna e portandola fin dentro le mura del carcere, una comunità accogliente che offre una seconda possibilità a chi vuole coglierla.

Il progetto di giustizia riparativa nelle scuole.

Maria Luisa Scarpa, referente dell’Università di Sassari per il progetto di giustizia riparativa nelle scuole, ha evidenziato l’interesse dei giovani par il tema della restorative justice: “A Tempio Pausania quello che appariva come un progetto ambizioso e utopistico è diventato realtà: dai 25 studenti e studentesse che anni fa hanno frequentato il primo corso, oggi sono oltre 250 i partecipanti ai corsi di sensibilizzazione della giustizia riparativa”.

Per ricordare Paola e Italo, detenuti, studenti e docenti si sono alternati nella lettura di testi e poesie e hanno condiviso riflessioni e ricordi, mentre i detenuti che partecipano da tre anni ai laboratori organizzati in carcere dalla Scuola Civica di Musica di Tempio Pausania, Aggius e Bortigiadas hanno intrattenuto il pubblico con musiche e brani a tema. Inoltre, sono intervenuti sul palco alcuni studenti che nel maggio 2024 hanno realizzato in città, presso lo Spazio Faber, una mostra fotografica dal titolo “Photovoice” riguardante la propria esperienza e riflessione sulle pratiche riparative in ambito scolastico. Nel carcere di Nuchis, a mantenere vivo il ricordo di Paola Scano, anche una targa: alla sua memoria, infatti, sarà presto intitolata la sala hobby dell’istituto carcerario.

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