Ancora problemi al Pronto Soccorso di Tempio.
In Gallura la sanità pubblica affronta una nuova emergenza: il Pronto Soccorso dell’ospedale di Tempio Pausania, nella notte odierna, assicurerà assistenza solo ai codici minori. La decisione ha suscitato la ferma condanna della Cgil Gallura e della Fp Cgil Nord Sardegna, che denunciano il rischio di mettere in pericolo la salute della popolazione locale.
“Si tratta di una scelta grave e i motivi che la hanno irrimediabilmente portata vanno analizzati e i problemi risolti. Sarebbe irresponsabile e pericoloso mettere a rischio la salute e la vita delle cittadine e dei cittadini di un intero territorio non risolvendo il problema. Limitare l’operatività di un Pronto Soccorso può portare gravi conseguenze sulla salute delle popolazioni interessate”, commentano Jessica Cardia e Danilo Deiana.
Secondo i sindacati, quanto accade a Tempio non è un episodio isolato, ma rientra in un quadro più ampio: il progressivo ridimensionamento dell’ospedale di Olbia, la chiusura di fatto di quello di Tempio Pausania e la chiusura dell’ospedale di La Maddalena. Completato, questo scenario avrebbe conseguenze devastanti per la sanità pubblica in Gallura, lasciando scoperto un territorio esteso, caratterizzato da criticità viarie e forte pressione turistica, privo di strutture ospedaliere adeguate e sicure.
“Bisogna puntare immediatamente sull’incentivazione del personale medico sanitario e tecnico presente, con progetti rar e prestazioni aggiuntive per essere attrattivi guardando al diffuori del territorio e nel frattempo avviare una grande campagna di assunzioni, le poche possibili ancora oggi ritardate o bloccate da Ares, che va smantellata. Solo con una buona contrattazione di secondo livello e con gli incentivi per le aree disagiate possiamo reggere oggi per migliorare domani e poi utilizzando correttamente il personale presente”, sottolineano Cardia e Deiana.
La Cgil ribadisce l’inaccettabilità di trasformare presidi ospedalieri fondamentali in strutture marginali o simboliche, criticando la giustificazione costante della carenza di personale e denunciando il rischio che scelte politiche privilegino il privato a discapito del pubblico.
A complicare ulteriormente il quadro è intervenuta la sentenza della Corte Costituzionale numero 198 del 23 dicembre 2025, che ha dichiarato illegittime parti rilevanti della legge regionale di riorganizzazione della sanità sarda, bocciando il commissariamento generalizzato delle aziende sanitarie e la sostituzione automatica dei vertici, e richiamando i principi costituzionali di buon andamento, continuità amministrativa e tutela della salute.
Per questi motivi, la Cgil Gallura e la Fp Cgil Nord Sardegna rivolgono richieste precise: il ripristino immediato della piena operatività del Pronto Soccorso di Tempio Pausania, il blocco di qualsiasi ipotesi di chiusura degli ospedali di Tempio e La Maddalena, la tutela e il rilancio dell’ospedale di Olbia, un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni del personale sanitario e un cambio radicale nella governance della sanità sarda, con la nomina immediata di un direttore generale serio e competente come lo era il commissario uscente Ottaviano Contu. “La sanità pubblica non è un costo: è un diritto fondamentale”, affermano i sindacalisti, ribadendo che non sarà accettato alcun sacrificio del diritto alla salute in nome di logiche di risparmio o riorganizzazioni calate dall’alto.




