Elezioni comunali a Tempio, colpo di scena nel centrosinistra

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Tensioni nel centrosinistra in vista delle elezioni a Tempio.

Tra vecchie rivalità, amicizie ingombranti e manovre sotterranee, la politica tempiese riscopre l’arte del paradosso. Se la politica avesse ancora un senso lineare – ma da tempo non lo ha più – ciò che sta accadendo a Tempio Pausania meriterebbe un capitolo nei manuali di scienza politica. O forse, più semplicemente, nel repertorio delle contraddizioni italiane. Il Partito Democratico tempiese, storicamente schierato contro l’asse che per decenni ha governato la città – quello formato da Gianni Addis e Andrea Biancareddu – starebbe infatti compiendo una svolta che definire inattesa è poco: il sostegno al sindaco uscente Gianni Addis. Una scelta che, per molti elettori dem, suona come un cambio di campo più che di strategia.

La vicenda era stata anticipata con toni polemici da Mario Addis, che nelle scorse settimane aveva contestato apertamente la linea del partito. Ma la sua risposta politica non è stata meno sorprendente: allearsi proprio con Andrea Biancareddu, l’antagonista storico, già candidato alle comunali con la Lega di Matteo Salvini e sostenuto dall’intero blocco politico guidato dallo stesso Gianni Addis, indicato da Biancareddu come proprio successore.

Mario Addis aveva definito incoerente l’ipotesi di un Pd a sostegno del sindaco uscente. Ma la sua scelta – sostenere chi aveva sempre criticato – è stata giudicata da molti nello stesso modo. In realtà, raccontano i bene informati, l’avvicinamento tra Addis e Biancareddu non sarebbe nato ieri. Le prime interlocuzioni risalirebbero alla scorsa primavera, ben prima della discesa in campo di altri protagonisti della corsa elettorale, come Carta e Masu. Nei mesi scorsi si sarebbe registrato anche un riavvicinamento tra Mario Addis e Renato Cugini. Quest’ultimo, secondo alcune ricostruzioni circolate negli ambienti politici cittadini, avrebbe tentato di favorire la candidatura di Biancareddu, senza mai dichiararlo. Circostanza inizialmente smentita dallo stesso Mario Addis ma che, alla luce delle ultime mosse, molti oggi ritengono plausibile.

Ed è proprio il sostegno a Biancareddu che avrebbe provocato l’ultimo scossone nella politica cittadina: il cosiddetto “colpo di coda” di Cugini, che avrebbe chiesto a Romeo Frediani di guidare una lista sostenuta da Sinistra Futura e Rifondazione Comunista. Un’iniziativa che, almeno ufficialmente, nasce per offrire un’alternativa politica, ma che secondo alcuni osservatori avrebbe l’effetto orchestrato da Cugini di disturbare due schieramenti: l’insolita lista Pd in appoggio a Gianni Addis e quella che sostiene la candidatura di Carta, nella quale convergono Nicola Comerci, Antonio Addis, Alessandro Cordella e Alessandro Asole.

Ma la notizia che più sta facendo discutere riguarda proprio il Partito Democratico. Le indiscrezioni parlano di una frenetica attività telefonica nelle ultime ore da parte di Antonio Balata, indicato da molti come il regista della svolta del Pd verso l’area di centrodestra che ruota attorno alla giunta uscente. Al centro della scelta non ci sarebbero grandi programmi o visioni amministrative. Piuttosto relazioni personali ed equilibri da ricercare fuori da Tempio, tra Olbia e Cagliari, tra comunali, regionali, provinciali e forse qualche calcolo per le politiche. In particolare, l’amicizia tra Balata e il sindaco Gianni Addis, rafforzata – secondo diverse letture – dalla comune vicinanza con Giuseppe Meloni e con Nardino Degortes, figura ritenuta molto influente nell’area politica che ruota attorno al vicepresidente della Regione.

Se confermata, sarebbe una scelta clamorosa. Perché il Pd tempiese, oggi retto da Olbia da Mariangela Marchio in attesa di un nuovo segretario cittadino, è stato per anni il principale oppositore del sistema politico Addis-Biancareddu, che ha governato la città quasi senza interruzioni per decenni. Eppure, proprio mentre quel sistema attraversa una fase di ridefinizione e di debolezza dopo la pesante sconfitta alle regionali, il partito che avrebbe dovuto guidare con un nuovo percorso l’alternativa a ciò che ha sempre criticato rischia di trasformarsi nella sua stampella.

A dire il vero, nei mesi scorsi l’ex segretaria dem Marina Tamponi aveva provato a costruire un Pd più autonomo, dando diversi no. Forse troppi no. No a Gianni Addis, no ad Andrea Biancareddu, no a Fabrizio Carta. Ma il tentativo di correre da sola, come candidata sindaco, si sarebbe scontrato con due correnti interne opposte: quella guidata da Mario Addis, favorevole come si è detto a un’intesa con Biancareddu, e quella guidata da Antonio Balata, orientata invece verso il sostegno al sindaco uscente.

Alla fine, secondo diversi osservatori, avrebbe prevalso la seconda linea, anche grazie all’appoggio del bortigiadese Emiliano Deiana che si sarebbe allontanato da Marina Tamponi, sebbene quest’ultima lo avesse sostenuto alle regionali rompendo con Comerci. Emiliano Deiana molto vicino a Silvio Lai, segretario regionale del PD, nonché al citato Giuseppe Meloni, vicino all’olbiese Nardino Degortes, con il tempiese Antonio Balata presidente provinciale del Partito Democratico, entrante nella medesima area di influenza. Nel frattempo, se Romeo Frediani accettasse davvero la candidatura, la sua lista – sostenuta da Cugini – potrebbe finire per indebolire ulteriormente il campo progressista, favorendo indirettamente proprio Biancareddu, che scalpita per un posto al ballottaggio.

In mezzo a questo labirinto politico, tra sostegno diretto a Gianni Addis o indiretto ad Andrea Biancareddu emerge una figura che, paradossalmente, potrebbe trarne vantaggio: Nicola Comerci. Dopo il convegno di Sinistra Italiana, è di fatto l’unico esponente del centrosinistra rimasto nella dirigenza dell’unica formazione partitica strutturata insieme ad Antonio Addis di Europa Verde, muovendosi in vista delle elezioni nell’area di centrosinistra con la lista Alleanza di Sinistra per Tempio, che riunisce oltre a Sinistra Italiana ed Europa Verde anche gli attivisti del Movimento 5 Stelle, i Rossomori e la compagine di Resistenza Gallura, in sostegno di Fabrizio Carta.

C’è poi un elemento che merita di essere annotato, perché in questa partita elettorale nulla accade per caso. L’ingresso da mesi sulla scena di Renato Cugini – prima accanto a Marina Tamponi e poi con l’ipotesi di una candidatura guidata da Romeo Frediani – ha finito per agitare ulteriormente acque che già non erano tranquille. Il suo intervento nella campagna elettorale ha infatti innescato una serie di reazioni a catena che hanno contribuito a ridisegnare, giorno dopo giorno, gli equilibri tra i vari schieramenti. In una città dove la politica vive di rapporti personali prima ancora che di programmi, ogni movimento produce inevitabilmente conseguenze. E così, quella che inizialmente poteva apparire come una manovra marginale si è trasformata, con le sue dietrologie, in un fattore capace di alimentare ulteriormente un quadro politico già in piena ebollizione, dove alleanze e contrapposizioni sembrano mutare con la stessa rapidità con cui si susseguono le telefonate tra i protagonisti della partita.

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