Le elezioni comunali a Tempio Pausania.
Tra aprile e maggio 2026, Tempio Pausania sarà chiamata nuovamente al voto, in regime di proroga, per il rinnovo dell’amministrazione comunale. La città si prepara a una tornata elettorale potenzialmente decisiva, in un clima che, a dispetto della consueta prudenza pubblica, si fa sempre più acceso nei confronti privati e nelle interlocuzioni sotterranee.
Una novità destinata a incidere pesantemente sull’equilibrio delle forze in campo riguarda la cornice normativa: a seguito della legge nazionale del 2024, i comuni capoluogo di provincia, indipendentemente dalla popolazione, rientrano ora nel meccanismo elettorale del doppio turno con possibilità di coalizioni. Per Tempio, abituata da decenni a un sistema elettorale di altro tipo, si tratta di un cambiamento non secondario, che potrebbe modificare radicalmente le strategie dei candidati e delle forze politiche.
L’amministrazione uscente, guidata da Giannetto Addis, si avvia a chiudere il mandato con cinque o sei mesi di proroga. La sua ricandidatura, oggi non in discussione, dovrebbe poggiare su una struttura simile a quella attuale, con alcune novità ancora in fase di definizione. Addis, specie dopo la frattura ormai evidente con l’ex sindaco ed ex assessore regionale Andrea Biancareddu ha ripreso il pieno controllo della propria squadra.
Biancareddu, secondo alcune indiscrezioni, non avrebbe ancora escluso una propria discesa in campo. Il suo nome circola, ma con toni meno decisi rispetto al passato. L’impressione, in città, è che l’asse costruito negli anni si sia progressivamente indebolito, e che anche tra i suoi storici sostenitori stia maturando la tentazione di esplorare alternative.
Sul fronte dell’opposizione, si muovono i consiglieri di minoranza. Ad esclusione di Marina Tamponi e Mario Addis – formalmente nel Partito Democratico – gli altri sembrano orientati a ripresentarsi. Fratelli d’Italia, rappresentato in consiglio da Alessandra Amic, appare oggi in fase espansiva e, secondo alcuni osservatori, intercetterebbe una fetta di elettorato insofferente rispetto agli equilibri consolidati. La sua linea autonoma, anche rispetto alle scelte della maggioranza di centrodestra viene letta da molti come espressione di un disagio diffuso verso i modelli amministrativi tradizionali. In questo contesto, non è escluso che proprio Amic, insieme a figure come Comerci, possa rappresentare uno dei punti di equilibrio della prossima Giunta, qualora dovesse prendere forma un progetto civico capace di unire anime diverse attorno a un’idea nuova di governo cittadino al quale potrebbe partecipare.
Sul fronte opposto, Nicola Comerci si è ritagliato negli ultimi mesi un ruolo da regista silenzioso, capace di leggere le spaccature nel Partito Democratico e muoversi con abilità nel centrosinistra. Alessandro Cordella, uomo tipicamente di sinistra, ma capace di stare ad un tavolo con Amic e Comerci per un bene superiore, sembra pronto a maturare in una figura più istituzionale, forse in vista di adesioni a campi larghi. Di fatto, tutti e tre – Comerci, Cordella e Amic – sebbene con percorsi differenti, potrebbero confluire su un progetto civico nuovo, potenzialmente in grado di superare le vecchie contrapposizioni e attrarre consenso trasversale.
In questo contesto si inserisce anche il nome di una novità, Fabrizio Carta, emerso con forza nelle ultime settimane. Editore televisivo, ideatore dell’emittente Teleregione Live è attivo da anni nel mondo culturale, sociale e sindacale, ricoprendo incarichi a livello regionale e nazionale. Membro del Consiglio Nazionale Interforze e segretario nazionale e regionale di un sindacato del comparto ministeriale, Carta sarebbe stato avvicinato da diversi interlocutori – principalmente civici, ma anche provenienti sia dal centrodestra che dal centrosinistra – per valutare una possibile candidatura a sindaco. La sua figura, per età, esperienze maturate e capacità relazionale, suscita attenzione, anche per il profilo dialogante che viene spesso riconosciuto trasversalmente. Al momento non sono giunte conferme ufficiali, ma si parla di una fase di riflessione in corso. Anche per questo, il suo nome continua a circolare con insistenza nei discorsi politici cittadini, specie tra quanti auspicano un’alternativa ai blocchi consolidati degli ultimi decenni.
Resta da chiarire il ruolo del Partito Democratico, che – secondo alcuni – “non si smentisce”. La cronaca politica cittadina sembra confermare le difficoltà interne. C’è chi, senza troppo clamore, avrebbe appoggiato Addis nel corso del mandato e lo vorrebbe riconfermare, e chi – altrettanto riservatamente – avrebbe avviato interlocuzioni con Biancareddu e con lo stesso Carta. Altri ancora, dentro il Pd tempiese, sarebbero contrari a qualsiasi forma di alleanza. Il partito, alle ultime elezioni, non ha ottenuto rappresentanza diretta. Marina Tamponi è entrata in consiglio come espressione della lista Comerci, aderendo solo successivamente al Pd; Mario Addis ha assunto l’incarico dopo le dimissioni di Tondini. La prospettiva di dover giustificare ai propri elettori un’eventuale alleanza con amministrazioni criticate per anni rappresenta oggi un nodo delicato e, per alcuni, potenzialmente esplosivo, che sarà affrontato nel breve periodo.
Infine, resta sul tavolo l’ipotesi della candidatura di Gianna Masu, dirigente del Comune di Olbia. Di lei si parla da tempo, e alcune recenti apparizioni pubbliche potrebbero confermare le voci, considerando che non è mai stata una presenza assidua sulla scena cittadina. Tuttavia, a fronte di una conoscenza ancora limitata tra la gente comune, di un gruppo da costruire e di una distanza dai partiti, il suo percorso appare decisamente in salita. La natura tecnica della sua figura, in un periodo in cui si cercano candidati capaci di mediare e di trascinare, aggregare e presidiare il consenso, potrebbe rappresentare un ostacolo più che una risorsa. Detto ciò, sul piano delle competenze, Masu è ritenuta particolarmente preparata, soprattutto in ambito europeo. Se la componente politica mostra margini di incertezza, quella tecnico-professionale viene considerata solida. Non è quindi da escludere che, anche ammesso che riuscisse a completare la lista con i 16 candidati previsti, possa emergere un possibile avvicinamento ad altri progetti probabilmente civici, sfruttando le opportunità offerte dall’attuale sistema elettorale. In particolare la possibilità di aderire a una coalizione, pertanto non tanto come candidata sindaco che per la sua connotazione apparrebbe difficile, ma quanto come figura tecnica di supporto. Per ora, tutto resta nel campo delle ipotesi, e se resteranno solo voci si saprà nelle prossime settimane. Saranno le posizioni ufficiali a chiarire se e in che forma l’iniziativa troverà continuità.
Un ultimo elemento, non secondario, riguarda la possibile modifica normativa che sarà discussa in Parlamento il prossimo 15 ottobre: si ipotizza di abbassare la soglia per l’elezione al primo turno dal 50%+1 al 40%+1. Una scelta che, se approvata, potrebbe incidere ulteriormente sulle strategie e sugli equilibri in divenire, aprendo scenari nuovi anche per i progetti in fase di definizione. Tempio Pausania si avvia così a un passaggio che, per molti versi, potrebbe segnare la fine di una lunga fase politica. Le pedine si stanno muovendo. Non tutte sono scoperte. Ma la partita è ufficialmente aperta.
