Il Pd in soccorso di Addis in vista delle elezioni a Tempio.
Che la campagna elettorale di Tempio potesse riservare sorprese non era certo un mistero, ma che arrivasse a coinvolgere figure di rilievo regionale racconta meglio di qualsiasi analisi il clima complesso che si respira in città.
Negli ambienti politici cittadini si parla di possibili difficoltà sul piano del consenso per il sindaco uscente Gianni Addis. Una situazione che avrebbe spinto a un intervento diretto dai piani alti della politica regionale. Perché a scendere in campo, sempre secondo indiscrezioni, sarebbe stato addirittura il vicepresidente della Regione Sardegna Giuseppe Meloni, nonché presidente del Partito Democratico regionale. Un coinvolgimento che, se confermato, segnerebbe un salto di livello nella partita tempiese, e confermerebbe la rottura e il caos delle settimane scorse, tutta interna al Partito Democratico, con la fuoriuscita di gran parte del direttivo cittadino, non d’accordo all’alleanza con il sindaco uscente, così come aveva denunciato Mario Addis, che aveva affermato di aver ricevuto pressioni per tale alleanza. Il quale, tuttavia, avrebbe poi scelto il salto sempre a destra al fianco di Andrea Biancareddu.
Dietro questa mossa, alcuni osservatori indicano anche il ruolo di Nardino Degortes, amico di lunga data di Gianni Addis, che avrebbe sollecitato un intervento per rafforzare una macchina elettorale apparsa finora fragile. Viene indicato abbastanza impegnato nel tentativo di sostegno a Gianni Addis, anche Emiliano Deiana, sconfessato di fatto da quasi tutto il direttivo del Pd tempiese che lo aveva sostenuto alle elezioni regionali.
Sul fronte organizzativo, nelle scorse settimane sarebbero emerse infatti difficoltà legate alla costruzione di una seconda lista di appoggio al sindaco uscente, targata Pd. Sempre secondo indiscrezioni, Antonio Balata – già indicato nei mesi scorsi come regista delle strategie legate al fallimento del progetto politico alternativo di Marina Tamponi – non sarebbe riuscito a raccogliere il numero minimo di candidati necessario per completare la lista. Considerato anche che in tanti hanno abbandonato il partito. Proprio questo stallo avrebbe reso necessario un intervento diretto di Giuseppe Meloni, e secondo alcuni addirittura del segretario regionale Silvio Lai, direttamente impegnati a compiere telefonate mirate a possibili candidati, ovviamente non del Pd, ma nel tentativo di arrivare almeno a 12, il numero minimo per presentare una seconda lista.
Nei prossimi giorni, qualcuno potrebbe anche decidere di raccontarne i dettagli. Contatti definiti da più parti “insoliti”, che avrebbero sorpreso diversi destinatari. Se non altro, perché proprio Gianni Addis aveva sostenuto alle ultime regionali, e come sempre, Andrea Biancareddu (Lega) antagonista dello stesso Meloni nella medesima competizione. La sensazione è che la partita sia tutt’altro che chiusa. E che, anzi, si stia entrando nella fase più delicata e decisiva della costruzione delle squadre. E per il Pd, spintosi a Tempio sino a questo punto, con una esposizione mai avvenuta di figure regionali, potrebbe trattarsi di una resa dei conti.
