C’è un solo medico, il Pronto Soccorso di Tempio rischia di chiudere

Ospedale Tempio Pronto soccorso

La chiusura del Pronto Soccorso di Tempio Pausania.

Il timore di non poter contare sull’assistenza sanitaria durante la notte è tornato a farsi concreto a Tempio Pausania e nel territorio circostante, riportando alla memoria uno scenario già sperimentato nel periodo delle festività natalizie, ma con contorni ancora più critici. Una condizione che, nelle ultime ore, ha riacceso l’allarme sulla tenuta dei servizi essenziali.

Nella notte del 2 febbraio il Pronto Soccorso dell’ospedale Paolo Dettori ha rischiato infatti la sospensione dell’attività a causa della carenza di personale medico. Secondo quanto emerso, l’eventualità della chiusura sarebbe stata scongiurata solo grazie alla disponibilità di un singolo professionista, che ha garantito la copertura del turno notturno supplendo a una situazione organizzativa definita gravemente deficitaria. Una risposta affidata, ancora una volta, al senso del dovere individuale, piuttosto che a un sistema strutturato.

Sulla vicenda è intervenuto il deputato Dario Giagoni (Lega), che ha puntato l’attenzione sulle conseguenze che si sarebbero verificate in assenza di quella disponibilità: “Senza questo atto di responsabilità e amore di un singolo durante le ore notturne non sarebbe stata garantita una gestione ordinaria dei codici, né maggiori né minori con i cittadini costretti a rivolgersi ad altri presidi. Una condizione inaccettabile, che certifica l’inerzia di una Giunta regionale incapace di assicurare servizi sanitari essenziali. Sono passati due anni dal voto: il tempo del “abbiamo trovato questa situazione” è definitivamente scaduto. Invece di risultati, si assiste a un preoccupante arretramento, fatto di chiusure, precarietà e disorganizzazione crescente”.

Il parlamentare ha poi ampliato la riflessione, richiamando l’assenza di una guida politica dedicata al settore sanitario e le ricadute sul territorio. “L’assenza di un assessore alla Sanità e la gestione accentrata della delega non stanno producendo soluzioni, ma stanno mettendo seriamente a rischio il diritto alla salute di un intero territorio. È inaccettabile che cittadini, famiglie, anziani e soggetti fragili vengano lasciati soli di fronte alle emergenze notturne. La continua riduzione dei servizi a Tempio Pausania, inoltre, aggrava ulteriormente la pressione sul presidio di Olbia, già in forte sofferenza. La sanità non può funzionare a singhiozzo, né può essere affidata all’abnegazione dei singoli o governata per slogan. Servono decisioni immediate, responsabilità chiare e interventi concreti”, conclude.

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