Un delitto avvenuto a Tempio che rievoca quello di Sara Campanella.
Il femminicidio di Sara Campanella, studentessa di 22 anni uccisa a Messina dall’uomo che la perseguitava da tempo, rievoca il terribile omicidio di Elisabetta Naddeo, avvenuto a Tempio il 27 ottobre 2002. Aveva la stessa età della giovane Sara quando fu barbaramente uccisa da un uomo da lei respinto, quando ancora il delitto di stalking non era entrato nel codice penale, il quale arrivo soltanto nel 2009.
Giuseppe Zanichelli, 22enne dall’infanzia difficile, era ossessionato da lei, ex compagna di classe, a tal punto da sequestrarla e ucciderla con ferocia dopo aver respinto un approccio sessuale. La trascinò in un magazzino di via della Pineta, tentò di stuprarla e, di fronte alla sua reazione, la accoltellò nove volte, massacrandola anche con un piccone.
Il giovane ammise il delitto, ma non mostrò segni di pentimento per aver ucciso la sua ex compagna di scuola e in passato aveva molestato anche altre ragazze. Fu condannato a 30 anni, ma quest’anno ha finito di scontare la sua pena, dopo 22 anni trascorsi in prigione. Lo stesso anno, a Sassari, fu uccisa Monica Moretti, anche lei da uno stalker.
Due delitti che richiamano da vicino quello avvenuto il 31 marzo scorso a Messina, dove una studentessa è stata accoltellata in strada dal suo stalker, incapace di accettare il suo rifiuto. Un femminicidio che ha sconvolto il paese, riaccendendo la rabbia e il dolore già esplosi dopo l’omicidio di Giulia Cecchettin, nel novembre 2023. Un crimine che conferma come in Italia le donne continuino a morire per il solo fatto di essere donne, perché il diritto di dire no non è ancora tollerato in una società in cui la cultura dello stupro resta profondamente radicata.
