Degrado della stazione di Tempio, a rischio anche le opere d’arte. L’Arst: “Il progetto di recupero è pronto”

Il progetto di recupero della stazione di Tempio

Il degrado della stazione ferroviaria di Tempio Pausania ritorna al centro dell’attenzione. L’area, infatti, necessita da diversi anni di consistenti interventi di riqualificazione. Periodicamente si parla delle condizioni delle strutture sempre più compromesse: dai servizi igienici al rischio crolli, fino alle sorti dei dipinti di Giuseppe Biasi, opere esposte all’interno della sala d’attesa.

Complici le ultime piogge, le infiltrazioni sono sempre più preoccupanti e le ennesime rimostranze sono giunte anche dalla Pro Loco locale, che cura la gestione del bar della stazione. Il sindaco dimissionario di Tempio, Andrea Biancareddu, ha parlato di fondi stanziati a livello ministeriale da circa due anni per mano dell’ex Governo Renzi con il Comune di Tempio che, quindi, non è responsabile dell’incresciosa e annosa situazione.

Ma il direttore centrale dell’azienda Arst Carlo Poledrini, ha ripercorso le principali vicende degli ultimi anni riguardo la stazione ferroviaria, a partire dal 2013 quando l’azienda “ha predisposto un progetto esecutivo, con propri fondi, per la manutenzione straordinaria della stazione di Tempio, ma non è stato appaltato in quanto privo di finanziamenti”.

In relazione al progetto di recupero mai attuato, nel maggio 2016 l’azienda di trasporti pubblici ha inviato la richiesta di finanziamento nell’ambito di un programma del Governo Renzi riguardo il recupero dei luoghi dimenticati. La richiesta è stata accolta nel giugno 2017 e inserita nell’elenco degli interventi beneficiari per 540.000 euro.

Sempre secondo quanto riferito dall’azienda, solo 14 novembre 2018 è stata ufficializzata “la Commissione per l’attuazione del progetto Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati“. Da novembre scorso, dunque, decorrono i sei mesi entro i quali “presentare il progetto esecutivo aggiornato, sia per quanto concerne l’adeguamento dei prezzi agli attuali prezzari vigenti, sia per le eventuali ulteriori lavorazioni legate al progredire del degrado di quest’ultimo periodo, ma soprattutto per la predisposizione di un impianto di videosorveglianza e di altri sistemi anti effrazione, atti a scongiurare eventuali azioni vandaliche”, spiega Poledrini.

Il 15 gennaio l’Arst ha esteso l’incarico di progettazione, documento consegnato il 31 gennaio e inviato alla Sovrintendenza. Di conseguenza, “al momento l’azienda attende l’autorizzazione da parte della Sovrintendenza di Sassari per poter procedere al successivo invio del medesimo progetto, con quadro economico aggiornato, al Ministero per l’approvazione finale”.

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