Lo sfogo dell’ex sindaco Biancareddu sull’ospedale: “Prima era come parlare al cesso”. La speranza del Comitato

L’incontro di Biancareddu con Abali Basta.

Nel pomeriggio di venerdì si è tenuta un’assemblea di Abali Basta nella sala Cup del Paolo Dettori. Era presente l’assessore regionale alla Cultura ed ex sindaco di Tempio Andrea Biancareddu. Tra le prime novità, la notizia che 1640 firme raccolte dai cittadini galluresi sono state protocollate ufficialmente per l’esposto in Procura. 

Per Abali Basta sono intervenuti gli attivisti Mario Satta e Alessandro Cordella. “L’assemblea vuole continuare il percorso iniziato prima delle elezioni e non chiede alla politica nulla di più di quanto è stato a gran voce richiesto nel corso dei mesi, garantendo gli stessi servizi a rischio o inattivi, come ad esempio il punto nascite”, dichiarano.

“In generale, i punti da quali ripartite sono gli stessi già inseriti nelle rivendicazioni dell’Unione Alta Gallura nel documento formulato lo scorso ottobre. Non vogliamo fare guerre preventive alla nuova Giunta”, proseguono gli attivisti.

L’assessore Biancareddu ha richiamato il difficile rapporto avuto da sindaco con le istituzioni regionali, in particolare la Commissione sanità. In riferimento alle diverse audizioni l’impegno profuso è stato definito senza mezzi termini: “Era come parlare al cesso“.

“Ciò che ora dobbiamo fare – specifica Biancareddu – è fotografare lo stato attuale, ovvero il punto di partenza dal quale prende avvio l’azione della nuova Giunta. Questo per evitare di attribuire alla nuova Giunta delle responsabilità che non gli spettano. Ritornare indietro su quanto accaduto in questi cinque anni non è una cosa che si può fare dall’oggi al domani”.

Nel suo lungo intervento, riferimenti specifici al consumo di medicinali non equivalenti, che in Sardegna registra percentuali intorno all’80% e comporta un costo che assorbe risorse  impiegabili, al contrario, nei servizi sanitari, nel personale medico e infermieristico.

L’assessore attacca anche il sistema del numero chiuso nei corsi di medicina, argomento sul quale sostiene di battersi in futuro, impostazione che pesa sulla carenza di personale. Cita – precisando immancabilmente non si tratti di razzismo – altre nazionalità extraitaliane che secondo lui lavorano a vari livelli nel sistema sanitario, mentre i giovani locali non possono accedere alla professione. Sul punto Biancareddu dimentica la nota presenza di diversi specializzandi di medicina a Sassari provenienti dall’Italia.

Infine si è discusso della riforma dell’Ats, con un disegno di legge per quattro o cinque Asl, e della figura di Fulvio Moirano. Criticato più volte in passato e anche nell’ultimo incontro, Biancareddu non ha usato parole dolci per il supermanager a contratto sino al 2021, dando lui non più di qualche mese alla guida dell’Ats da riformare.

Quanto affermato contrasta, però, con le dichiarazioni di tutt’altro orientamento dell’assessore Mario Nieddu il quale, proprio pochi giorni fa, ha fatto i complimenti a Moirano per il lavoro svolto in questi anni. Questo passaggio è stato discusso dall’assemblea, che ha fatto notare l’incoerenza e anche il fatto che la prima tappa in Sardegna per Nieddu è stata in un ospedale privato, il Mater Olbia, struttura definita eccellenza alla pari del tanto vituperato Luigi Arru.

Questi e molti altri i temi di confronto per il Paolo Dettori: in vista un incontro a breve tra una delegazione di Abali Basta e Nieddu. Toni più distesi rispetto ad alcuni mesi fa, con il richiamo all’assenza di guerre preventive e la precisazione da ambo le parti dei tempi non brevi che ci vorranno per sistemare il Paolo Dettori. Ma anche questioni in sospeso che si possono risolvere nel giro di poche settimane.

Non dovrebbe esserci, però, un incontro faccia a faccia in un’assemblea fiume come accaduto con Arru, Moirano e Virdis lo scorso novembre, con decine di persone inferocite. Per il momento la tendenza sembrerebbe quella di non esasperare la situazione e far leva sulla figura di Biancareddu per un nuovo corso del Dettori e dei nosocomi minori.

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