Vendita del Rinaggiu a Tempio, fissati i parametri per salvaguardare l’area

Le modifiche ai parametri urbanistici per salvaguardare il Rinaggiu.

Nella seduta straordinaria del Consiglio comunale del 25 febbraio scorso è stata approvata la proposta della Giunta di autorizzare la predisposizione di tutti gli atti necessari per procedere alla vendita di parte del Compendio Rinaggiu, già individuato fisicamente ed oggetto di precisa valutazione economica da parte della “Commissione Rinaggiu”, creata ad hoc dalla scorsa Amministrazione, composta da tecnici, esperti e rappresentanti dell’amministrazione comunale e presieduta dall’architetto Vanni Maciocco, esperto di piani paesistici.

“La possibilità di vendita di parte del Compendio – ha dichiarato il sindaco Gianni Addis – è una concreta e realistica possibilità di valorizzazione del sito, con positive ricadute economiche sul tessuto sociale della città”.

Il valore di 2.487.883 euro attribuito all’area, ben superiore a quello di mercato, corrisponde al valore massimo individuato dalla forbice stabilita dalla Commissione valutatrice e confermato dall’Ufficio Tecnico Comunale, e la sua cessione non sarà una vendita pura, una dismissione, bensì un bando con evidenza pubblica a cui potrà partecipare chi proporrà un progetto di sviluppo condiviso con l’Amministrazione, compatibile con le finalità pubbliche e nel rispetto di rigidi parametri urbanistici, resi ancora più stringenti e vincolanti dall’adozione del nuovo Puc (Piano Urbanistico Comunale).

Infatti, “proprio per salvaguardare il Compendio – precisa l’assessore all’Urbanistica Anna Paola Aisoni – è stata adottata una nuova variante al Programma di Fabbricazione (PdF) vigente e al PUC attualmente adottato dall’Amministrazione comunale, recependo, in tal modo, le indicazioni della Commissione, che in vari punti della dettagliata relazione finale sottolinea la necessità di definire in modo preciso i parametri urbanistici dell’area di interesse, demandando a questi buona parte della responsabilità di valorizzazione con adeguato grado di tutela del bene.”

Queste modifiche sono considerate lo strumento principale per assicurare una valorizzazione secondo la visione dell’Amministrazione ed una tutela adeguata all’altissimo valore paesaggistico, architettonico, ambientale e sociale del luogo in questione.

Per questa ragione, quindi, già durante i lavori della Commissione sono state discusse le modifiche che necessariamente sarebbero dovute essere apportate al Puc in fase di definizione, modifiche finalizzate a ridurre notevolmente la volumetria realizzabile (indice di 2 mc/mq) ed indirizzare in modo determinato e consapevole anche le destinazioni d’uso futuro delle aree da alienare, in coerenza con la programmazione dell’intero compendio di Rinaggiu già avviata dall’Amministrazione in fase di programmazione territoriale nel 2016 e i cui lavori – inerenti la realizzazione del Parco inclusivo – sono attualmente in corso d’opera.

Il Puc è stato quindi modificato secondo quelle indicazioni: è stata ridotta drasticamente la volumetria realizzabile, sono state individuate con precisione le aree dove sarà possibile intervenire (esclusivamente aree già compromesse e trasformate) e sono state ben definite e specificate le destinazioni d’uso.

Il Puc comprendente tali modifiche, è stato quindi adottato in “prima” adozione nel luglio 2020, ma dovrà seguire un lungo iter per giungere alla adozione “definitiva”, quando diventerà a tutti gli effetti l’unico strumento urbanistico vigente.

Fino ad allora, in questa fase di passaggio che va dalla prima adozione a quella definitiva, permane la sovrapposizione dei due strumenti: vige ancora il vecchio Programma di Fabbricazione (PdF) e le norme del PUC fungono da norme di salvaguardia.

Tuttavia, in considerazione dell’altissima attenzione e della grande importanza che l’alienazione di Rinaggiu riveste per l’intera comunità e per l’intero territorio, l’Amministrazione comunale assicura di adottare tutte le misure per garantire il massimo controllo e la massima salvaguardia degli obiettivi. La Giunta comunale e la maggioranza hanno ritenuto di anticipare i tempi e rendere efficaci e vigenti le disposizioni urbanistiche – con tutte le limitazioni indicate dalla Commissione – contenute nel Puc, già tra 60 giorni, cioè dopo il secondo passaggio in Consiglio comunale, senza dover attendere l’approvazione definitiva del PUC, prevista entro alcuni mesi.

“L’inserimento delle modifiche sia nel PdF ancora vigente che nel Puc, ancor prima di deliberare l’autorizzazione all’alienazione e molto prima dell’eventuale procedura di evidenza pubblica, è un’azione di assoluta tutela e garanzia sia di quanto raccomandato dalla Commissione ma anche delle rimostranze e perplessità emerse da parte della minoranza in Commissione – ha dichiarato il sindaco Addis – un’azione della quale la Minoranza sembra non aver colto la portata, il contenuto e l’importanza dato che, inspiegabilmente, ha votato contro”.

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