Tensione nella maggioranza del Consiglio comunale di Tempio.
Tra i banchi della maggioranza del Consiglio comunale di Tempio, oggi in regime di proroga, si percepisce un clima di crescente nervosismo. Ma il malessere non si ferma lì, si estenderebbe anche ai tavoli delle trattative politiche, dove generalmente si intrecciano il meglio e il peggio della politica locale, una dinamica che accomuna gran parte delle realtà sarde. Da un lato la volontà autentica di unire le forze in nome di un obiettivo comune, il futuro del territorio. Dall’altro, però, si nota un’improvvisa accelerazione di alleanze sospette, un fiorire di “sì” inattesi che appaiono più come plateali e imbarazzanti retromarce che come frutto di una strategia ponderata. Accade così che chi per anni ha alzato il tiro delle critiche oggi sembri impegnato a trovare giustificazioni per questi loro inaspettati “sì” piuttosto che su idee e programmi.
Gianni Addis, sindaco in carica, ha da tempo messo sul tavolo quasi tutte le sue carte, confermando volti e riferimenti consolidati. Una scelta che per alcuni lo avrebbe penalizzato in partenza rispetto a eventuali “volti nuovi“. Ed è proprio qui che la trama si complica: alla linearità iniziale, il vecchio contro il nuovo, si è sostituita una dinamica sempre più incerta e frammentata, alimentata da mosse inattese e scenari in evoluzione. La prima, paradossalmente, è proprio l’annuncio dell’autocandidatura a sindaco di Andrea Biancareddu, che ha finito col rafforzare proprio Addis, percepito in città nettamente in vantaggio rispetto all’ex compagno di percorso, ormai visto da molti come lontano dai fasti di un tempo, specialmente dopo il flop alle ultime regionali con il simbolo della Lega Nord di Matteo Salvini difficilmente dimenticabile dopo solo meno di due anni. Addis, al contrario, è stato scelto quale candidato sindaco dallo strutturato gruppo di maggioranza, e per tutte queste sfaccettature non sembrerebbe particolarmente preoccupato da Biancareddu.
Ma la calma apparente di Addis, cresciuta proprio dopo l’uscita di Biancareddu, si misura ora con due nomi nuovi che rimbalzano con insistenza nelle conversazioni politiche, pur senza ancora alcuna ufficialità che lascia tutto estremamente nebuloso: Gianna Masu da una parte e Fabrizio Carta dall’altra. La prima, molto riservata, si starebbe ponendo alla guida di una lista civica ancora in fase di aggregazione, probabilmente più tecnica che politica, costruita con precisione chirurgica attorno a profili che indiscrezioni darebbero da essa stessa considerati di collocazione sociale strategia. Si attende qualche dichiarazione pubblica o ufficiale, per capire se effettivamente sarà così, o se ci sarà una retromarcia. Il secondo, invece, starebbe lavorando – sempre secondo indiscrezioni – a una compagine più politica che tecnica, in equilibrio tra rinnovamento e competenza, ovvero nel tentativo di unire nuove energie civili a figure con una solida esperienza politica tramite alleanze mirate.
In questo quadro complesso, l’uscita anticipata di Biancareddu sui giornali potrebbe essere apparsa come una mossa difensiva: un tentativo di riaffermare la propria presenza sulla scena e di ricollocarsi come vero avversario di Addis. Per alcuni, però, è sembrata più dettata dall’urgenza che da una strategia. C’è chi legge in questa improvvisa uscita il tentativo di presentarsi come unico antagonista, con l’obiettivo di facilitare l’adesione di candidati contrari ad Addis, prima dell’annuncio ufficiale di altri aspiranti sindaci, che avrebbero potuto rappresentare uno scoglio difficile da superare. Oppure, si potrebbe trattare di una mossa strategica per costringerli a scoprire le carte in anticipo, esponendoli al rischio di qualche passo falso, e riuscire così a completare la propria lista calibrandola in funzione di quella altrui, con l’intento di indebolirli. Non stupirebbe, data l’esperienza in preparazioni di liste quasi trentennale.
Tuttavia, Masu e Carta – forse consapevoli della posta in gioco – paiono aver evitato il tranello. Così, l’effetto finale si è ribaltato: quella che doveva essere una mossa di forza si è rivelata, agli occhi di molti, un segnale di debolezza. E se Addis, inizialmente rasserenato da ciò, appare ancora di più il Big del momento, c’è ancora da capire chi sarà il vero e proprio avversario. E qui entrano in campo le altre forze politiche che, sebbene non sembrerebbe possano esprimere singoli candidati sindaco, potrebbero sfruttare il nuovo sistema elettorale, salvaguardare la propria identità e uscirne, con un colpo di scena, vincenti con una alleanza strategica addirittura saltando il secondo turno. E potrebbe essere questo ultimo scenario a preoccupare maggiormente Addis, che recentemente ha chiesto, con altri 4 sindaci, di cambiare il sistema elettorale, che nei giorni scorsi ha generato non poche polemiche. Tra queste, non è dunque un caso, la prima esposizione di tipo politico proprio di Carta che ha duramente criticato tale ipotesi di cambiare Ad Hoc la legge elettorale. Unendo queste informazioni, con una fine riflessione, potrebbe dunque essere chiaro tra chi si potrebbe giocare la partita. Ma su questo, occorrerà attendere ulteriori sviluppi.
Si delineano, dunque, con maggiore nitidezza i profili di quelli che, salvo sorprese, conferme o smentite, potrebbero essere i protagonisti della corsa alla carica di sindaco di Tempio.
Gianni Addis, primo cittadino uscente, avrà 71 anni al momento del voto. Imprenditore di successo nel settore della ristorazione, siede in Consiglio Comunale fin dagli anni Ottanta. È stato proclamato sindaco nel 2020, dopo aver retto il Comune in qualità di vicesindaco a seguito delle dimissioni di Andrea Biancareddu, dimessosi per assumere un incarico in Regione. Fu proprio Biancareddu a indicarlo come suo successore nel 2019. Addis ha già annunciato la sua intenzione di ricandidarsi, nel segno della continuità con il percorso amministrativo intrapreso.
Andrea Biancareddu, politico di lungo corso, avrà 60 anni al momento delle urne. Già sindaco di Tempio dal 2015 al 2019, è stato più volte consigliere e assessore regionale. Nel 2019 lasciò il municipio prematuramente per assumere l’incarico di assessore regionale alla Pubblica Istruzione. Dopo la pesante sconfitta alle elezioni regionali del 2024, ha comunque confermato la propria candidatura anche alle comunali, assicurando a mezzo stampa che – stavolta – non abbandonerà l’incarico in caso di un nuovo coinvolgimento a livello regionale. Addis e Biancareddu rappresentano, di fatto, l’asse portante della politica tempiese degli ultimi trent’anni.
Gianna Masu, 61 anni al momento del voto del 2026, è dirigente presso il Comune di Olbia almeno sino alla fine dello stesso anno, dove sta a capo dell’Unità Organizzativa Ricerca e Studio. La sua candidatura non è stata ancora ufficializzata, ma le voci su un suo impegno diretto si fanno sempre più insistenti. Sono già partite le richieste di sostegno a una rete di conoscenze, alcuni candidati stanno già chiedendo il voto e la indicano come candidata, segno che qualcosa si sta muovendo – salvo smentita.
Fabrizio Carta, avrà 42 anni al momento del voto. Editore televisivo, presidente di Gallura da Valorizzare, è anche sindacalista ovvero segretario regionale e del consiglio nazionale interforze. Anche in questo caso manca ancora l’ufficialità, ma è certo il suo coinvolgimento nei tavoli di confronto con diverse forze politiche.
