Vittorio Ruggero il fotografo che immortala l’anima di Tempio

vittorio ruggero

Il fotografo Vittorio Ruggero.

La conseguenza ovvia per Vittorio Ruggero, 62 anni, ex vigile urbano, fotografo e documentarista storico di Tempio Pausania “nato nel Teatro del Carmine”, non poteva che essere l’amore per le immagini. “La sera l’unico gioco che avevo era il teatro: avrei voluto fare l’attore ma poi ho scoperto la fotografia”, racconta.

All’età di 8 anni scatta la sua prima foto e si diverte a catturare immagini per le strade del centro storico con una vecchia macchina fotografica senza rullino. La professione nascerà più avanti con le collaborazioni sulle riviste sportive come Autosprint a cui ne seguiranno altre con testate giornalistiche sarde e nazionali.

“La carriera come fotografo però non mi vedeva libero, perché volevo raccontare l’essere umano nella sua totalità”, prosegue. E proprio quella foto scattata a 8 anni e tutte le altre perdute nelle sue avventure da bambino, diventano la scintilla per chiedere ad amici e parenti vecchie fotografie, riprodurle e fare pratica in camera oscura.

“Con l’avvento del digitale poi ho scoperto il collezionismo che in me si è radicato sotto forma di impegno culturale: voglio lasciare una traccia, raccontando per immagini la mia città”, confessa. Tra le foto che raccoglie durante gli anni, riscopre il costume nero appartenuto alle vedove tempiesi, diverso da quello giornaliero. In un’altra immagine degli anni ’50, che ritrae piazza d’Italia, scorge due littorine e intuisce e ha conferma della presenza degli uffici dell’Autolinea Careddu al centro della cittadina.

Le curiosità del suo archivio riguardano anche l’architettura locale: in uno scorcio della stessa piazza, si intravede un arco oggi scomparso all’ingresso di via Piave, traversa di Corso Matteotti. “L’arco si faceva per l’ingresso ai cortili, probabilmente era privato e poi è stato forse aperto per favorire l’accesso al vecchio mercato”, spiega. Dalle foto e dai ricordi traspare una Tempio del passato dedita all’artigianato, al commercio e alle manifatture: dai fabbri, all’industria di componentistiche delle armi, alla torroneria, alle pipe, alle fabbriche di sughero del 1910 con le donne già impiegate nel lavoro manuale al fianco degli uomini.

A marzo del 2019 partecipa al progetto fotografico di Marco Ladu, finanziato dall’Assessorato alla Cultura, “Istantanee della memoria”. Qui insieme al fotografo Mario Pirrigheddu, impreziosisce il centro storico con un’installazione di foto antiche e recenti del Carnevale tempiese, mettendone in risalto i suoi personaggi caratteristici.

Attualmente l’archivio fotografico di Vittorio Ruggero è suddiviso in feste religiose, attività, sport, manifestazioni e conta migliaia di immagini.
Dietro questo lavoro di passione autentica traspare però un sogno ancora da realizzare: riuscire a donarlo con un progetto strutturato all’amministrazione di Tempio per farne un uso consapevole e condiviso con la comunità.

Foto dell’Archivio Vittorio Ruggero

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