La storia della chiesa di Santa Lucia ad Arzachena.
La fotografia d’epoca che ritrae la chiesa di Santa Lucia, probabilmente risalente alla metà del Novecento, offre uno sguardo affascinante su un’Arzachena d’altri tempi. Quello scatto, con la sua atmosfera quasi rurale, inquadra l’edificio religioso in cima a una lunga e ripida scalinata, che si affaccia su un corso Garibaldi ben diverso dall’arteria vivace e curata che conosciamo oggi.
La chiesa in una veste più austera e sobria.
L’immagine ci mostra la chiesa in una veste più austera e sobria. L’edificio, la cui costruzione iniziò nel 1926 e fu benedetto nel 1937, presenta la sua facciata essenziale, un faro bianco che domina le case in pietra e intonaco chiaro, immerse in un paesaggio che sembra ancora lottare per districarsi dalla macchia mediterranea. Le case circostanti, con i loro muri grezzi e le scalinate esterne, raccontano la quotidianità del vecchio rione di Santa Lucia. L’intero complesso comunica un senso di semplicità e fede popolare, un luogo di ritrovo spirituale che fungeva da punto di riferimento per una comunità in crescita, prima che il boom turistico della Costa Smeralda ne cambiasse radicalmente il volto. Oggi, la chiesa di Santa Lucia (che ospita anche le funzioni della Chiesa Ortodossa) e la sua celebre scalinata sono diventate un simbolo indiscusso di Arzachena.
Il cambiamento più evidente, al di là delle necessarie opere di riqualificazione e manutenzione (come l’aggiunta di accessi più inclusivi sul retro), riguarda la trasformazione della scalinata stessa. Se nell’immagine d’epoca era un semplice percorso in granito, oggi è diventata una tela a cielo aperto per la street art internazionale.
Installazioni artistiche rivestono i 76 gradini.
Ogni anno progetti, come quelli recenti di artisti di fama internazionale, rivestono i 76 gradini con installazioni artistiche temporanee che trasmettono messaggi di inclusione, diversità e tutela ambientale. Questo ha elevato il complesso non solo a luogo di culto, ma a vera e propria attrazione turistica e polo culturale, offrendo un panorama mozzafiato sul paese e la Gallura circostante. L’edificio in sé, pur mantenendo l’impianto originario a tre navate, è stato oggetto di aggiornamenti funzionali, come l’aggiunta di un nuovo altare in linea con la riforma conciliare, ma la sua essenza di baluardo della fede rimane intatta.
Il parallelo tra le due immagini è netto: la vecchia Santa Lucia è la testimonianza della fede semplice e tenace dei pionieri di Arzachena; la nuova Santa Lucia è il risultato della sua evoluzione, una sintesi riuscita tra il rispetto della tradizione religiosa e l’apertura all’arte contemporanea e alla promozione territoriale. La chiesa non è solo un monumento al culto di Santa Lucia, ma la perfetta metafora della stessa Arzachena: radicata nella storia, ma proiettata con energia verso il futuro.




