Il ricordo di “Micaleddu” ad Arzachena
Un mese è passato senza “Micaleddu“: il silenzio elegante di una bottega che ha fatto la storia ad Arzachena.
Da un mese il ritmo cadenzato delle forbici in via Ruzittu si è fermato per sempre. Trenta giorni da quando Arzachena ha salutato per l’ultima volta Michele Casalloni, per tutti Micaleddu, il barbiere gentiluomo che non ha solo tagliato capelli, ma ha cucito insieme i ricordi di una comunità intera.
In occasione del suo trigesimo, il vuoto lasciato dalla sua scomparsa appare ancora più tangibile. Non è solo la mancanza di un artigiano d’eccezione, ma la perdita di un simbolo di decoro, di quella “cortesia antica” che Michele indossava con la stessa naturalezza dei suoi abiti impeccabili.
Chi passa oggi davanti alla sua bottega, a pochi passi da Piazza Risorgimento, non può fare a meno di immaginare ancora quel profumo di lozioni d’altri tempi e il suono della radio a transistor. Arzachena ricorda un uomo che ha fatto dell’eleganza una forma di rispetto: mai un capello fuori posto, mai una parola di troppo, ma sempre una sensibilità discreta capace di accogliere chiunque sedesse sulla sua poltrona.
“La sua eleganza non era negli abiti, ma nel cuore”
“La sua eleganza non era negli abiti, ma nel cuore.” Questa frase, circolata nei giorni del lutto, risuona oggi con forza. La comunità si stringe ancora una volta attorno al figlio e ai familiari, ricordando non solo il “maestro d’ascia del capello“, ma l’uomo che ha amato così tanto la sua compagna di vita da raggiungerla durante quel quotidiano pellegrinaggio del cuore al cimitero.
Micaleddu non era solo originario di Palau o un barbiere di Bassacutena e Arzachena; era il custode di un’epoca in cui il lavoro era un rito e la parola data un valore assoluto. La coppa vinta in quella gara di ballo del 1974, che svettava sulla specchiera, resta l’emblema della sua gioia di vivere e del suo legame indissolubile con le tradizioni sarde.
Oggi, nel trigesimo della sua scomparsa, Arzachena non vuole solo piangere la sua assenza, ma celebrare l’esempio che ha lasciato. Un esempio di dignità, grazia e dedizione.
Il suo ricordo resterà pettinato con cura nella memoria collettiva di questa terra, lucido e intramontabile come il tuo sorriso gentile.
