L’idea di un imprenditore di Budoni per rilanciare il turismo quest’estate

Le proposte dell’imprenditore Oggianu.

Gli effetti della quarantena forzata dovuta all’emergenza coronavirus si sta riversando sulla società con effetti devastanti per l’economia, soprattutto per il turismo che porta grandi introiti alle città costiere della Gallura ancora ferme aspettando le nuove normative e la graduale riapertura che si spera inizi dal 3 maggio.

Il giovane imprenditore di Budoni, Edoardo Oggianu, che opera nel settore turistico nella costa Nord Orientale della Sardegna, lo sa bene. E con lui tutti i dipendenti sono in attesa di risposte da parte dello Stato per l’emergenza del coronavirus.

Il settore del turismo in Gallura in ginocchio, più di 3mila lavoratori in cassa integrazione

”Provo un grande sconforto nel vedere le attività chiuse con i dipendenti a casa, dopo anni e anni di sacrifici e investimenti importanti che molte aziende come noi hanno fatto – afferma Oggianu -. È facile cadere nella negatività ma bisognerà reagire, rimboccarsi nuovamente le maniche per ripartire”.

Le maggiori preoccupazioni per gli imprenditori sono legate ai tempi e alle modalità di ripartenza. Per questo per Oggiano serve “uno strumento per incentivare gli italiani ad andare in vacanza così da salvaguardare il turismo”. “Potrebbe essere con tariffe agevolate sui trasporti aerei e marittimi e la detrazione, attraverso dei sistemi speciali delle intere spese sostenute per effettuare le vacanze in Italia – prosegue -, cosi da poter sostenere un indotto immenso come quello turistico. Conto inoltre sulla promozione della nostra isola, tramite la Regione, su scala mondiale con una comunicazione integrata ed efficace che renda chiaro il concetto di Sardegna come meta sicura”.

Ma anche le amministrazioni comunali possono fare la loro parte, secondo l’imprenditore. ”Siamo un settore cardine per l’economia locale – afferma -. Servono aiuti imminenti e mirati come ad esempio l’utilizzo del suolo pubblico gratuitamente ai bar e ristoranti per compensare la perdita di possibili posti a sedere imposti dalle probabili restrizioni”.



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